Stamane, al cospetto del giudice per le indagini preliminari, s’è avvalso della facoltà di non rispondere all’interrogatorio 

CASTROVILLARI – Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Gabriele Antonaci, nella giornata odierna ha convalidato l’arresto del 56enne Claudio Aiello, residente nel comune di San Giorgio Albanese, ma titolare d’una piccola impresa di pulizie operante soprattutto a Corigliano-Rossano e perciò gravitante in particolare nel coriglianese per la propria attività lavorativa.

L’uomo era stato arrestato nella serata di mercoledì dai carabinieri della Stazione dello Scalo coriglianese in flagranza di reato, e, su disposizione del sostituto procuratore Ida Perrone, era stato tradotto in carcere.

Aiello è accusato di atti persecutori ai danni d’una donna residente nello Scalo coriglianese, che di recente aveva formalizzato una denuncia nei suoi confronti dal momento che le stava rendendo la vita impossibile.

La presunta vittima, già dipendente della ditta di pulizie di Aiello, s’era vista costretta ad auto-licenziarsi e quindi a rinunciare al posto di lavoro, poiché il titolare pretendeva una relazione con lei a dispetto dei suoi ripetuti, categorici e netti rifiuti.

Ciononostante, l’accusato le avrebbe continuato a inviare messaggi telefonici, a minacciarla e a pedinarla di continuo, fino alla propria abitazione. Ed è proprio lì che l’altra sera i carabinieri l’hanno arrestato, dopo avere ricevuto l’allarme e la richiesta d’aiuto da parte della donna, che negli ultimi giorni aveva visto peggiorare la propria situazione dal momento che veniva appostata di continuo in ogni suo movimento fuori casa. Appostamenti rilevati dagli stessi militi dell’Arma dopo la formalizzazione della denuncia.

Questa mattina, nel carcere di Castrovillari dove Aiello ha trascorso due notti e un giorno, s’è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto col contestuale interrogatorio di garanzia alla presenza dei suoi difensori, gli avvocati Fabio De Lorenzo e Gianfranco Chiarelli.

Nonostante l’indagato non abbia inteso di rispondere alle domande che gli avrebbero voluto rivolgere il giudice e il magistrato inquirente, gli avvocati sono riusciti ad ottenere la mitigazione della misura cautelare in carcere disposta nei confronti del loro assistito:

il gip, infatti, lo ha assegnato agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico di sicurezza. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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