CORIGLIANO-ROSSANO – Gentile Direttore di AltrePagine, torno ad occuparmi di costume e folclore perché questo smodato uso dei social, questa smania di apparire di qualche consigliere comunale di Corigliano-Rossano stanno trascinando nel patetico l’immagine di un’intera città.

Non c’è giorno che non spunti una nuova fotografia, un selfie studiato, un post infarcito di parole altisonanti ma vuote, come se la politica si misurasse a colpi di like.

Bisognerebbe che certa gente si desse una calmata e ricordasse che per rappresentare la città servono serietà, misura e — perché no? — un minimo di pudore.

Un “residuato bellico” della Prima Repubblica diceva:

«In questa città ci conosciamo tutti».

Aveva ed ha ragione da vendere, perché forse è proprio questo il punto:

in una comunità dove le distanze sono brevi e le memorie lunghe, la vanità diventa rapidamente caricatura.

Ci si mette in posa per la foto di circostanza, ma si dimentica di fare ciò che conta davvero:

ascoltare, lavorare, risolvere i problemi concreti dei cittadini.

E mentre certi consiglieri si dilettano in un teatrino social fatto di sorrisi e didascalie inutili, c’è chi — lontano dai riflettori — continua a ottenere risultati veri.

Parlo di quelle figure politiche che, con impegno e competenza, riescono a incidere ai livelli regionali, portando a casa progetti, fondi e decisioni che migliorano la vita delle persone.

Lo scherzo è bello quando dura poco:

l’ironia può anche divertire, ma a un certo punto serve la sostanza. E la verità è che con la vanità non si costruisce nulla, se non brutte figure.

Lettera firmata

SCRIVICI ANCHE TU: direttore@altrepagine.it

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com