CORIGLIANO-ROSSANO –«Allah akbar!» (Allah è grande!). I loro due connazionali e coinquilini alla polizia hanno raccontato che tutt’e quattro stavano pregando, l’altra sera, mentre tra gli altri due è scoppiata quella lite, per futili motivi.

Da Allah e le preghiere coraniche in suo onore s’è quindi passati a pesanti parole in idioma maghrebino fino alla violenza fisica corpo a corpo. Fino, ancora, a quella mano che ha afferrato un coltellaccio da cucina con la lama affilatissima, che ha trafitto per ben sette volte all’addome il malcapitato fratello.

Negli occhi degli altri due il terrore, mentre l’assassino fuggiva e loro si ritrovavano con quel fratello dissanguato e in fin di vita.

L’allarme e i soccorsi del 118, inutili perché il 30enne marocchino Mansif Youness nell’ospedale “Nicola Giannettasio” è arrivato ch’era già cadavere.

È quanto accaduto martedì sera in quella palazzina di Via Tivoli, nella contrada Seggio di Corigliano-Rossano a poche decine di metri dal mare.

Il ritenuto autore dell’omicidio, il marocchino 31enne Ayoub El Karmi, è stato preso stamattina, in quella stessa zona dove aveva trovato riparo in un anfratto tra gli agrumeti per sfuggire alle proprie responsabilità e alla giustizia.

A fermarlo sono stati gli stessi poliziotti del Commissariato cittadino, che da quella sera hanno assunto la conduzione operativa delle indagini sul fatto di sangue, coordinati dai magistrati della Procura di Castrovillari.

Gl’investigatori l’hanno individuato, ammanettato e portato in carcere a Castrovillari grazie a una fitta rete di controlli e appostamenti, con l’ausilio delle unità cinofile e della Scientifica. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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