
CORIGLIANO-ROSSANO – Domenica, durante il pranzo, il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, ha ricevuto una e-mail dai rappresentanti del Polo Liceale di Rossano.
Una richiesta semplice, civile, giusta:
ascoltare la voce degli studenti che hanno organizzato un sit-in per denunciare la mancanza d’acqua nella scuola. E invece di rispondere con serietà, il sindaco ha scelto di fare il simpatico. Ha scritto un post ironico, come se fosse tutto un gioco. Come se dei ragazzi che si battono per un diritto basilare — avere l’acqua a scuola — fossero da prendere in giro.
Io sono uno studente. Non voglio fare il rappresentante di classe né il rappresentante d’istituto. Voglio solo studiare in un luogo dignitoso, dove non devo chiedermi se ci sarà acqua per lavarmi le mani o andare in bagno. Eppure, ogni volta che noi giovani proviamo a dire qualcosa, ci viene risposto con sarcasmo. Poi gli stessi adulti, gli stessi politici, si riempiono la bocca con parole come “partecipazione giovanile” o “impegno civico”, ma se chi siede nelle istituzioni — e dovrebbe dare l’esempio — reagisce così, allora di cosa parliamo?

Caro sindaco, lei ama definirsi “un giovane”, ma la verità è che non basta l’età anagrafica per esserlo davvero.
Essere giovani significa ascoltare, capire, rispettare. E non usare i mezzi peggiori della vecchia politica:
l’ironia, il sarcasmo, il disprezzo travestito da battuta.
Mi rivolgo anche ai miei genitori, e a chi altri ha dato fiducia a questo modo di fare:
guardate chi avete votato!
Io non vedo l’ora di diventare maggiorenne per poter scegliere con la mia testa. E scegliere chi i giovani li ascolta davvero, invece di ridicolizzarli. Perché noi non chiediamo privilegi. Chiediamo solo rispetto. E un diritto semplice, ma fondamentale:
poter studiare con dignità.
Lettera firmata
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