Violenza e minacce: la nostra inchiesta giornalistica manda in Tribunale gli Uva-Sapia-Bonanno. Che hanno perso al Tar, ma continuano a occupare illegalmente il piazzale del cimitero rossanese

CORIGLIANO-ROSSANO – Uno dei componenti la nota e famigerata famiglia rossanese Uva-Sapia, potenti imprenditori delle pompe funebri, dei fiori e delle case di riposo per anziani, aveva proposto ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Calabria di Catanzaro contro la nota ricevuta da parte dello Sportello unico per le attività produttive (Suap) del Comune di Corigliano-Rossano attraverso la quale, il 23 settembre 2023, l’ente gli aveva formalmente comunicato che la sua autorizzazione a vendere fiori davanti all’ingresso principale del cimitero di Rossano non era più efficace sin dal 2019. E che, pertanto, doveva restituirla e lasciare il posteggio che occupava abusivamente.

I giudici del Tar hanno rigettato totalmente il ricorso di Natale Bonanno, genero di Vincenzo Sapia detto Cappeddazz (nella foto, al centro) e di sua moglie Anna Patrizia Uva, dichiarandolo in parte irricevibile e in parte inammissibile e condannandolo pure a 4 mila euro di spese di lite in favore del Comune.

Vincenzo Sapia al telefono davanti al suo grande posteggio abusivo per la vendita dei fiori

Una decisione che AltrePagine aveva “anticipato” il 18 giugno dell’anno scorso (La «potenza di fuoco» della famiglia Uva-Sapia), ma non perché siamo dotati di “poteri magici” sui giudici, noi:

spiegammo chiaramente, infatti, i motivi per cui il ricorso andava rigettato, concludendo che «la decisione del Tar dovrebbe essere scontatissima» e che quel ricorso era un escamotage… per prendere tempo.

Il “caso” era nato da una richiesta d’accertamento da parte dell’ex assessore Damiano Viteritti, dalla conseguente relazione dell’ufficio Suap, dalla motivata disposizione dell’allora amministratore e da un accertamento della guardia di finanza. E noi, di tutto ciò, avevamo dato puntuali notizie il 27 aprile e il 7 luglio del 2023.

L’avvocato ed ex assessore comunale Damiano Viteritti

Nel successivo mese di settembre, l’ufficio Suap aveva fatto notificare a Bonanno e agli altri componenti la famiglia Uva-Sapia l’inefficacia dei titoli.

A far da cornice a questa “storia”, anche alcuni eventi “torbidi” e mai ufficialmente “decifrati” da chi di competenza.

L’11 marzo 2021, l’allora presidente del Consiglio comunale e attuale assessora Marinella Grillo (nella foto d’apertura, a sinistra), sul muro d’ingresso della propria abitazione si ritrovò una scritta fatta con una bomboletta spray di vernice nera:

«Grillo = Uva».

Il movimento politico “Corigliano-Rossano futura” cui appartiene Marinella Grillo, in una nota ufficiale di solidarietà personale e politica, scrisse:

«Il tenore della scritta lascia intravedere che dietro l’atto delinquenziale ci possa essere la mafia del cimitero.

Quel gruppo di persone che ha disposto, fatto e disfatto con loculi, cappelle e tumuli, prestanomi e complici».

A seguito di quell’episodio, il sindaco Flavio Stasi, considerato che la scritta era piuttosto “eloquente” poiché faceva riferimento proprio alla famiglia Uva-Sapia e al considerevole “pacchetto di voti” che notoriamente questa aveva “portato” alla Grillo per essere eletta – proprio a ricordarle che lei stava lì grazie ai loro voti – si vide “costretto” a chiedere agli uffici e alla polizia municipale di verificare i posteggi della famiglia davanti al cimitero rossanese.

Il sindaco Flavio Stasi

Si trattò però di una verifica-farsa, una sceneggiata messa in atto solo e soltanto per gettare fumo negli occhi dei cittadini:

gli agenti della polizia municipale, infatti, all’esito dei controlli e delle verifiche, scrissero che tutti gli esercizi commerciali della famiglia Uva-Sapia risultavano regolari. Amen. Discorso chiuso, con buona pace di tutti e soprattutto di Stasi, dei suoi voti, della Grillo e dei suoi voti, i loro voti. E invece no, perché a tornare sulla “faccenda” ci pensò l’avvocato Viteritti, nominato assessore nel mese di ottobre del 2021.

Viteritti riaprì la “questione” che il sindaco Stasi aveva velocemente “archiviato”.

Esaminata la documentazione, Viteritti scrisse chiaramente, in un proprio “atto di indirizzo”, che i due posteggi all’ingresso del cimitero di Rossano erano abusivi dal momento che il mercato in quell’area era stato soppresso dal commissario straordinario che aveva preceduto l’avvento dell’amministrazione Stasi, e che, pertanto, gli occupanti abusivi dovevano lasciare quei posteggi.

Successivamente, agl’interessati vennero notificati gli atti amministrativi in cui si dichiarava l’inefficacia dei loro titoli a permanere davanti al cimitero.

Il nostro giornale, per aver dato queste notizie d’indubbio pubblico interesse, fu fatto oggetto d’una serie d’intimidazioni e minacce da parte della famiglia Uva-Sapia, mediante comunicati stampa e post pubblicati su Facebook che avevano la finalità di condizionarci nella nostra libertà e indurci a desistere dal continuare a pubblicare articoli sulla vicenda.

C’eravamo perciò formalmente rivolti alla Procura di Castrovillari ed è notizia proprio di oggi che tutta la famiglia Uva-Sapia – Vincenzo Sapia, Anna Grazia Sapia, Mirko Sapia, Anna Patrizia Uva e Natale Bonanno – è finita sotto processo in Tribunale per violenza privata e minacce, reati aggravati e in concorso, nei nostri confronti. Ovviamente ci costituiremo parte civile nel giudizio.

A dare forza alla verità della nostra inchiesta giornalistica è proprio la recente sentenza del Tar, ma i giudici amministrativi hanno messo la parola “fine” sulla vicenda?

Purtroppo no, perché l’amministrazione Stasi è fortemente condizionata da questa famiglia:

il loro parente stretto Tonino Uva detto ‘U cavaler (nella foto d’apertura, a destra), la cui nuora lavora alle loro dipendenze, è il loro consigliere comunale nella maggioranza-Stasi, mentre Marinella Grillo è la loro assessora, entrambi infatti sono stati eletti col loro “pacchetto di voti”. Non solo. Il vicesindaco è Giovanni Pistoia, padre di quel Fabio Pistoia che per la famiglia Uva-Sapia scrive “articoli” su commissione richiamati anche nella nostra denuncia in Procura che ha dato origine al processo nei confronti della stessa.

Ancora il “trio” Uva-Sapia-Grillo

Le postazioni del genero Bonanno e del suocero Sapia davanti all’ingresso del cimitero di Rossano non si possono toccare:

il sindaco Stasi non può emettere un’ordinanza contingibile e urgente per il ripristino della legalità perché la famiglia Uva-Sapia è tra i suoi “grandi elettori”.

Un’ordinanza di sgombero dal suolo pubblico finora non l’ha emessa nemmeno il dirigente amministrativo del Settore Patrimonio, Claudio Carravetta:

l’assessore di riferimento di quel settore è… Marinella Grillo.

Vincenzo Sapia, nel proprio comunicato stampa del 10 luglio 2023, scriveva:

«Il Comando di polizia locale ha controllato per ben due volte nel 2023 la nostra postazione.

Nei verbali conclusivi all’indagini i vigili urbani scrivono:

“Non si evince nessuna irregolarità”».

La sentenza del Tar smentisce ciò che hanno scritto i vigili urbani in quei verbali, poiché le postazioni dei due fiorai all’ingresso del cimitero di Rossano non erano, non sono e non saranno regolari.

Quello che invece appare concreto, reale, è il condizionamento degli amministratori comunali, che non possono autodeterminarsi:

i fiorai abusivi sono ancora là e saranno ancora là, eh già! (come canta il grande Vasco). direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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