CASTROVILLARI – Convinti della sua colpevolezza, il procuratore di Castrovillari, Alessandro D’Alessio, e il suo sostituto, Veronica Rizzaro, quest’ultima pubblico ministero nel processo contro il pregiudicato 45enne coriglianese Salvatore Lagano (foto), non ci stanno alla sua piena assoluzione dall’accusa d’avere ammazzato il 49enne fruttivendolo coriglianese Cosimo Costa, pestato a sangue una notte di giugno di due anni fa sotto la sua abitazione allo Scalo coriglianese di Corigliano-Rossano. Ridotto in fin di vita, il povero Costa morì tre mesi e mezzo dopo in una struttura sanitaria di Cosenza dov’era ricoverato dalla stessa notte del pestaggio.

Il povero commerciante che venne ammazzato di botte

Nel processo di primo grado, celebratosi davanti ai giudici della Corte d’Assise di Cosenza (presidente Paola Lucente, a latere Marco Bilotta), il pm Rizzaro, al termine della sua articolata e severa requisitoria, aveva sollecitato la condanna di Lagano alla pena di ben 24 anni di carcere.

Le indagini coordinate dalla Procura castrovillarese, furono condotte “sul campo” dai carabinieri della Sezione operativa in forza al Reparto territoriale di Corigliano-Rossano.

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I giudici, però, nel loro verdetto, lo avevano assolto «per non avere commesso il fatto», e Lagano, che per svariati mesi era rimasto detenuto in carcere prima d’essere assegnato dalla stessa Corte d’Assise agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico di sicurezza, quel giorno era immediatamente tornato in libertà.

L’imputato, ovviamente presente in aula alla lettura del dispositivo della sentenza che l’aveva dichiarato innocente, era stato appassionatamente difeso dagli avvocati Giuseppe Vena e Giuseppe Bruno.

Lui innocente s’era sempre protestato in relazione alle accuse dei magistrati della Procura castrovillarese, nel corso di tutte le udienze del processo che l’ha visto imputato e sempre presente in aula.

L’aula della Corte d’Assise di Cosenza dove s’è svolto il processo di primo grado

Acquisite le motivazioni della sentenza, il procuratore D’Alessio e il pm Rizzaro hanno redatto e depositato l’atto d’appello.

I rappresentanti la pubblica accusa hanno avanzato la richiesta di riformare la sentenza assolutoria, attraverso la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale al fine di nominare un perito per analizzare le lesioni alle mani di Lagano e dichiararlo colpevole d’omicidio volontario, condannandolo alla pena di legge.

Il procuratore di Castrovillari, Alessandro D’Alessio

Lagano, dunque, dovrà affrontare un nuovo processo al cospetto dei giudici della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro. A difenderlo saranno ancora gli avvocati Vena e Bruno. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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