
ROMA – Lo scorso 26 maggio era stato condannato dai giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, in secondo grado di giudizio, per aver venduto una dose d’eroina da 0,5 grammi al prezzo di 20 euro.
Lo scorso 6 novembre, i supremi giudici della Corte di Cassazione, hanno accolto il suo ricorso.
Al 29enne Gabriele Tricoci di Cassano Jonio, infatti, i giudici d’appello avevano negato la causa d’esclusione della punibilità per la particolare tenuità del fatto.
La Corte d’Appello catanzarese aveva giustificato in sentenza la propria decisione perché la condotta di Tricoci sarebbe stata abituale e non occasionale ed aveva avuto ad oggetto un tipo di droga cosiddetta “pesante”.

La sede della Corte d’Appello di Catanzaro
I rilievi della difesa nel ricorso in Cassazione
Nel ricorso per Cassazione, la difesa dell’imputato aveva replicato che Tricoci è incensurato, riscontrandosi a suo carico soltanto una denuncia per fatti analoghi risalente al 2022 che non risulta essere esitata in un procedimento penale, che una denuncia non rileva ai fini dell’abitualità della condotta e che la causa d’esclusione della punibilità può essere applicata anche ai reati di lieve entità in materia di stupefacenti.
A Tricoci, inoltre, i giudici d’appello non avevano riconosciuto né l’attenuante riferita all’oggettiva esiguità del profitto del reato né le attenuanti generiche riferite all’incensuratezza dell’imputato, alle sue condizioni di vita disagiate, alla scelta d’essersi fatto giudicare dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, in primo grado, col rito abbreviato, e alla modesta quantità di droga ceduta.

La Procura generale presso la Corte di Cassazione aveva chiesto l’annullamento della sentenza d’appello con rinvio per un nuovo giudizio ad un’altra sezione della Corte d’Appello di Catanzaro.
I massimi giudici dell’ordinamento italiano hanno dunque motivatamente accordato alla richiesta formulata tanto dalla Procura generale, quanto, ovviamente, dalla difesa dell’imputato.
Tricoci dovrà essere quindi nuovamente giudicato nel merito dell’episodio di spaccio. direttore@altrepagine.it