Il dipendente “cacciato” dall’Urbanistica dopo le “visite” del consigliere Baffa e del sindaco Stasi?

CORIGLIANO-ROSSANO – Un trasferimento “sospetto”. Confuso tra altri 5 trasferimenti a nuova posizione di lavoro della medesima categoria a seguito di mobilità interna all’ente. L’ente è il Comune di Corigliano-Rossano, e, ovviamente parliamo di trasferimenti di dipendenti comunali da un settore ad un altro. Sono 6 in tutto quelli disposti “d’ufficio” da parte del segretario generale del Comune, Paolo Lo Moro, nella giornata di ieri. E ce n’è uno che sta facendo notizia e scalpore negli stessi ambienti comunali:

riguarda la figura di Gennaro Francesco Palmieri detto Rino (foto), 61 anni, dipendente comunale di lungo corso. Un funzionario pubblico rispettato e stimato da chiunque lo conosca e da chiunque si sia imbattuto nel suo ufficio, prima nell’ex Comune di Corigliano Calabro e da sette anni in qua nel Comune di Corigliano-Rossano. Mai una “chiacchiera” sul suo conto, mai un procedimento disciplinare, sempre ligio al proprio dovere in ossequio delle leggi e dei regolamenti. Di lui si disconoscono “simpatie” o “antipatie” di tipo politico.

Rino Palmieri, fino a ieri, prestava servizio in qualità d’istruttore nel Settore Urbanistica:

chi ha a che fare quotidianamente con gli uffici dell’Urbanistica del Comune di Corigliano-Rossano, lo descrive come il “perno” di quegli uffici. Una sorta di “motore” burocratico, soprattutto per la lunga esperienza che negli anni v’ha maturato all’interno. Una risorsa umana quasi indispensabile, lì dentro. 

Già, ma perché allora è stato trasferito?

A domandarselo, da ieri pomeriggio – quando la determinazione del segretario comunale Lo Moro è comparsa sull’Albo pretorio – sono in molti, tanto all’interno del municipio quanto tra chi per motivi professionali o per legittimi interessi frequenta gli uffici dell’Urbanistica.

Emerge però un’indiscrezione, che potrebbe essere la “chiave di lettura” dell’improvviso trasferimento del dipendente.

È un “fatto” che risalirebbe a pochi giorni prima, esattamente alla giornata di martedì scorso, 25 novembre. Quel giorno, Palmieri nel suo ufficio avrebbe ricevuto la ”visita” d’un consigliere comunale, Costantino Baffa, noto imprenditore della città e componente della maggioranza del sindaco Flavio Stasi. L’esponente politico sarebbe stato accompagnato dal segretario proprio del sindaco, Alfonso Arcovio.

Il consigliere Baffa e il sindaco Stasi

Stando all’indiscrezione fuoriuscita dagli stessi uffici comunali, il consigliere Baffa, spalleggiato dal “braccio destro” del sindaco Stasi, avrebbe mosso dei “rilievi” al dipendente Palmieri proprio in ordine alla conduzione del suo ufficio:

una conduzione che sarebbe stata definita “troppo rigorosa” nell’istruzione delle pratiche.

In sostanza, Palmieri “peccherebbe” d’eccesso di zelo, sarebbe pignolo e sovente richiederebbe agli utenti (tecnici e imprenditori) integrazioni documentali ed altro per le pratiche da istruire. Una conduzione che “bloccherebbe” lo smaltimento delle pratiche stesse e “strozzerebbe” il settore dell’Urbanistica.

Palmieri si sarebbe difeso, difendendo il proprio lavoro d’ufficio, col garbo e la moderazione a tutti nota, ma, poco dopo, da quel che emerge, avrebbe ricevuto un’altra “visita”, stavolta quella del sindaco Stasi. Che, con toni a quanto pare aspri, avrebbe perorato la stessa “causa” del consigliere Baffa, ricevendo da parte di Palmieri le stesse garbate risposte.

I “fatti” rispondono al vero?

Il trasferimento di Palmieri è un atto “punitivo” silente ed eloquente al contempo?

Il nostro diritto-dovere di cronisti era quello di raccontarlo, e lo abbiamo fatto.

La parola, adesso, dovrebbe passare agl’ipotetici “protagonisti”, e il nostro giornale è, come sempre, aperto al confronto democratico delle posizioni o alle eventuali smentite del caso. direttore@altrepagine.it      

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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