E due! Il consigliere comunale col conflitto d’interesse e le prescrizioni dell’Autorità nazionale anticorruzione

CORIGLIANO-ROSSANO – Non può ricoprire la carica di consigliere comunale colui che, come titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento, ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti nell’interesse di quel Comune o in società ed imprese volte al profitto di privati sovvenzionate da quel Comune.
Lo dice la legge. Che disciplina le cause d’incompatibilità per i consiglieri comunali che si trovino ad avere un interesse diretto o indiretto in appalti del Comune che elettivamente rappresentano.
Per cui, se un consigliere comunale è socio accomandante d’una ditta titolare d’un appalto nel Comune che egli elettivamente rappresenta, viene a trovarsi in una situazione d’incompatibilità poiché la parte del corrispettivo ad esso spettante in quanto socio, viene versata dal Comune nel cui Consiglio egli è stato eletto.
Per tale via, la legge evita il pericolo di deviazioni nell’esercizio del mandato da parte degli eletti, ed il conflitto, anche solo potenziale, che la medesima persona sarebbe chiamata a dirimere:
scegliere tra l’interesse privato e l’interesse pubblico che deve tutelare.
Lo scorso 28 marzo ci eravamo occupati della società Edilcamp Sas di cui il consigliere comunale di Corigliano-Rossano, Costantino Baffa, era socio accomandante della moglie che ne è l’amministratrice, dal momento che s’era aggiudicata una gara d’appalto del Comune di Corigliano-Rossano, di cui Baffa è consigliere di maggioranza a sostegno dell’amministrazione del sindaco Flavio Stasi:
Un (altro) appalto da leccarsi i “Baffa”
Successivamente la questione fu dibattuta in Consiglio comunale:
Costantino ride sotto i “Baffa”
Il 10 aprile, con un atto di donazione registrato a Cosenza il 16 aprile, Baffa aveva ceduto le proprie quote di capitale sociale al figlio Alfio.
Il 18 aprile, prima di procedere all’aggiudicazione della gara, la Stazione appaltante aveva chiesto un parere all’Autorità nazionale anticorruzione per accertare due cose:
se sussisteva una situazione d’incompatibilità e/o conflitto di interessi, e se le offerte di gara erano imputabili ad un unico centro decisionale, dal momento che gli altri due concorrenti erano legati da vincoli di parentela coi soci della ditta di famiglia del consigliere Baffa.
L’Anac, riguardo al conflitto di interesse e/o all’incompatibilità chiarì che al momento della partecipazione alla gara non v’era alcuna incompatibilità e alcun conflitto d’interesse, che la partecipazione della ditta alla gara era legittima e che il ruolo del consigliere comunale Baffa non aveva influito sul procedimento, ma per una cosa tanto ovvia e banale c’era bisogno di rivolgersi all’Anac?!
La Stazione appaltante, l’Avvocatura comunale (che a qualcosa dovrebbe servire!), l’assessore al ramo cui si riferiva quell’appalto, Francesco Madeo, e il sindaco Stasi, possibile che non sappiano quando sorge un’incompatibilità?

Baffa & Stasi… la premiata ditta!
Se non lo sanno (ma lo sanno!), glielo diciamo noi:
l’incompatibilità e il conflitto d’interessi sorgono dopo l’aggiudicazione dell’appalto, non prima, perché qualsiasi consigliere comunale che sia rappresentante legale d’una ditta può partecipare a una gara d’appalto bandita dal Comune ove è stato eletto ed esserne dichiarato pure aggiudicatario.
Il conflitto d’interessi e la causa d’incompatibilità sorgono solo dopo la stipula del contratto d’appalto.
Dopo l’aggiudicazione, sussistendo la causa d’incompatibilità, il consigliere comunale è a un bivio:
o si dimette da consigliere comunale o si dimette dalla carica nella società. Ed è quello che ha fatto Baffa, cedendo le proprie quote societarie al figlio prima della firma del contratto d’appalto.
Riguardo alla sussistenza d’un unico centro decisionale tra i concorrenti a quella gara d’appalto, l’Anac aveva indicato alla Stazione appaltante un elenco d’eventuali “indizi rilevanti”:
la verifica della sussistenza di quegli “indizi” era stata effettuata?
Già, perché per i Baffa sussiste una “doppia situazione” che avrebbe giustificato l’esclusione da quella gara d’appalto:
la posizione del consigliere comunale configgente con gl’interessi economici dei propri familiari e l’intreccio familiare tra i titolari delle ditte “concorrenti” alla gara con offerte assai simili.

Baffa “pigliatutto”
E i Baffa fanno il bis!
Lo scorso 13 agosto, il Settore Lavori pubblici ove l’assessore è Tatiana Novello, ha indetto un’altra gara d’appalto, per riqualificare la mensa scolastica della scuola di contrada Piragineti, e anche a questa hanno partecipato le stesse tre ditte con intreccio parentale tra i titolari e la famiglia del consigliere Baffa.
La Baffa Cosmo Srl è risultata la ditta vincitrice della gara, il 25 settembre il Settore Lavori pubblici gliel’ha aggiudicata, il 4 novembre il segretario comunale Paolo Lo Moro ha sottoscritto il contratto, e il 21 novembre il Settore Lavori pubblici ha autorizzato il subappalto all’impresa Edil Innovation Srl di Corigliano-Rossano “vicina” alle ditte dei Baffa.
Ma la prima gara poi come andò a finire?
Il 18 novembre, la Edilcamp Sas della moglie e del figlio di Baffa è stata dichiarata aggiudicataria dei lavori e il 2 dicembre il Comune l’ha comunicato agli altri partecipanti che entro trenta giorni potranno far pervenire eventuali osservazioni. Non ne arriveranno… perché sono stretti parenti!
Qualche giorno fa, nel corso d’una garbata telefonata tra noi e il consigliere Baffa che in un recentissimo articolo avevamo definito “noto imprenditore della città”, egli ci ha detto:
«Volevo chiarire che io non sono un imprenditore e non lo sono mai stato».
È vero:
Cicciolina è vergine… a dispetto dell’età!
Battute a parte, nel Comune di Corigliano-Rossano c’è un precedente piuttosto recente in materia, con una pronuncia del Tribunale amministrativo regionale della Calabria che ha dato ragione all’ex assessore Damiano Viteritti che aveva sollevato la questione, escludendo una ditta dalla partecipazione a una gara d’appalto.

L’ex assessore Viteritti
Gli assessori Novello e Madeo però, non sono neppure lontani parenti di Viteritti, che interpretò il ruolo d’assessore come controllore dell’operato degli uffici comunali nei settori di propria competenza e di supervisore nelle procedure d’appalto assicurando legalità ed efficienza, traducendo gl’indirizzi politici in atti amministrativi e vigilando sulla loro attuazione. direttore@altrepagine.it