Rifiuti trasformati in bio-metano e arte all’interno di un parco verde aperto al pubblico, alla cultura e allo spettacolo  

CORIGLIANO-ROSSANO – Un grosso stabilimento industriale. Non il solito, però. Già, perché quella in cui ci siamo imbattuti nel pomeriggio di mercoledì scorso è sì un’industria, ma ecologica e persino “romantica”, coi suoi imponenti, moderni e tecnologicamente sofisticati macchinari e silos immersi in un grande parco quasi urbano, a ridosso della Strada statale 106 jonica nel tratto che attraversa la città di Corigliano-Rossano a poca distanza da altri stabilimenti produttivi e dal centro commerciale.

La zona industriale coriglianese da qualche tempo vede la presenza attiva del “Parco Biometano Experience”.

A realizzarlo è stata la nota e importante azienda cittadina di servizi per l’ambiente Ecoross, che l’altro ieri l’ha presentato alla stampa.

Si tratta d’un parco industriale aperto al pubblico, che consentirà a scuole, associazioni, enti e gruppi di persone d’entrarvi e di camminare tra i suoi viali alberati, osservando e imparando.

Ad accompagnarci nella visita sono stati i patron Eugenio, Walter e Flavia Pulignano.

Un parco industriale capace di trattare 50 mila tonnellate di rifiuti organici urbani – l’umido, per intenderci – e 11 mila di sfalci d’erbe e piante, per essere trasformati in 4 milioni e mezzo di metri cubi di bio-metano da immettere nella rete nazionale della Snam.

E ancora, 18 mila tonnellate di compost di qualità per l’agricoltura e il florovivaismo e 2 milioni e settecentomila metri cubi d’anidride carbonica catturata e non dispersa nell’atmosfera, 70 mila chilogrammi della quale saranno assorbiti dai quasi 2 mila alberi piantumati nel parco. Non solo. Il 95% dell’acqua usata nello stabilimento sarà depurata al suo interno, nel parco vi sono biciclette e macchinine elettriche per gli spostamenti interni e il consumo d’energia è totalmente coperto dai 3 megawatt che producono i pannelli fotovoltaici installati.

L’impianto industriale, inoltre, utilizza la più avanzata tecnologia anaerobica, in grado d’abbattere gli odori sgradevoli e di riutilizzare quasi integralmente l’acqua interna depurata.

Uno scorcio dell’impianto di trasformazione industriale immerso nel parco

In quel giardino botanico con più di 350 essenze diverse, un bio-lago e dei murales coloratissimi in bella vista, il visitatore può fisicamente abbracciare un albero e camminare scalzo tra le piante di un frutteto e di un orto.

Ci sono pure un piccolo anfiteatro, che ospiterà manifestazioni culturali ed eventi musicali o teatrali durante la bella stagione, e una panchina di 21 metri realizzata mescolando cemento e plastica riciclata da 1.700 flaconi di detersivo. E ancora una eco-agorà, una piazza verde realizzata attraverso un riciclo di gomma.

Dall’esterno all’interno della sala polifunzionale e multimediale, allestita con oltre una settantina di sedie recuperate dai rifiuti urbani e perfettamente restaurate.

Un momento della presentazione alla stampa

Un patrimonio che il “Parco Biometano Experience” di Ecoross mette gratuitamente a disposizione per eventi, spettacoli e incontri culturali. Ed è questo lo spirito col quale l’azienda fondatrice vuole tenere la propria industria ecologica a stretto contatto coi cittadini. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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