CATANZARO – Inflitti più di settant’anni di carcere, questa mattina, dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, Lidia Teresa Gennaro. Nella sentenza sono stati giudicati colpevoli col rito processuale abbreviato gl’imputati ritenuti appartenenti alla fitta “rete” di fiancheggiatori attiva nella Sibaritide e a disposizione del 39enne boss di Cassano Jonio Leonardo Abbruzzese detto Nino oppure Castellino (foto), e di averne favorito e coperto la latitanza durata più di 4 mesi dopo la retata anti-‘ndrangheta Athena del 30 giugno 2023 condotta dai magistrati della Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro.

Il processo è stato infatti denominato Athena 2.

La Dda contestava agl’imputati, a vario titolo, i reati di favoreggiamento personale aggravato dall’agevolazione mafiosa, associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Le indagini vennero condotte dai carabinieri del Reparto operativo in forza al Comando provinciale di Cosenza che arrestarono l’allora “reggente” della cosca Abbruzzese di Cassano in una villa di Bari appartenente alla famiglia mafiosa barese dei Lovreglio.

LEGGI ANCHE:

“Girava” con la Carta d’identità d’un ragazzo di Corigliano-Rossano

Le risultanze investigative avevano consentito di ricostruire le fasi del trasferimento a Bari del latitante, che fino al 17 ottobre del 2023 si nascondeva in un alloggio popolare allo Scalo di Spezzano Albanese, coperto principalmente dal suocero Nicola Abbruzzese e dai cognati Francesco Abbruzzese e Cosimo Abbruzzese detto Coco’ oppure Micciu, ma non solo.

LEGGI ANCHE:

Il “biglietto di viaggio” del latitante

Castellino venne caricato come un ammalato a bordo di un’autoambulanza appartenente a un’associazione di volontariato di Montalto Uffugo condotta da un volontario di soccorso, così da eludere eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine durante il viaggio fino al capoluogo pugliese. Dov’era stato poi catturato il 6 novembre del 2023 dagli stessi carabinieri che avevano condotto le indagini.

LEGGI ANCHE:

 Il “mutuo soccorso” fra la ‘ndrangheta sibarita e la mafia barese

Durante le fasi dell’inchiesta, inoltre, era emersa l’esistenza di un’associazione a delinquere sottoposta agli Abbruzzese, dedita allo spaccio di cocaina ed eroina tra i comuni di Spezzano Albanese, San Lorenzo del Vallo e Terranova da Sibari. Non solo. Erano stati infatti scoperti anche due episodi estorsivi di stampo mafioso ai danni d’un imprenditore cocainomane di Sibari per il recupero d’un debito di circa 25 mila euro e d’un piccolo imprenditore agricolo.

LEGGI ANCHE:

L’avvocato che tardava a pagare la sua “coca” 

Quegli sniffatori di Corigliano-Rossano che evadono nel grande traffico di “coca” al bivio di Spezzano

 Gli incendiano il locale per un grosso debito di droga del fratello

‘Ndrangheta «amichevole e scherzosa»: così l’imprenditore descrive le minacce di morte

Il ritenuto boss Nino Abbruzzese nel frattempo è stato condannato a 20 anni di carcere nell’ambito del maxiprocesso Athena ed è detenuto in regime di carcere duro al 41-bis.

Altri 4 imputati dello stesso processo ai suoi fiancheggiatori avevano optato per il dibattimento ordinario e sono tuttora in fase di giudizio al cospetto dei giudici del Tribunale di Castrovillari. 

Ecco chi sono i condannati e le pene

Antonio detto Tonino Abbruzzese, 40 anni, di Cosenza: 5 anni e sei mesi di carcere e 1.200 euro di multa;

Cosimo Abbruzzese detto Cocò oppure Micciu, 28, di Spezzano Albanese: 15 anni e due mesi di carcere;

Francesco Abbruzzese, 31, di Spezzano Albanese: 14 anni e sei mesi di carcere;

Leonardo Abbruzzese detto Nino oppure Castellino, 39, di Cassano Jonio: 13 anni e sei mesi di carcere;

Nicola Abbruzzese, 65, di Spezzano Albanese: 5 anni e un mese di carcere e 1.000 euro di multa;

Giuseppe Cofone, 27, di Spezzano Albanese: 5 anni e sei mesi di carcere;

Angelica Forciniti, 43, di Sibari: 2 anni e otto mesi di carcere;

Francesco Lovreglio, 62, di Bari: 2 anni e cinque mesi di carcere;

Nicola Lovreglio, 39, di Bari: 2 anni e cinque mesi di carcere;

Elisabetta Sciacovelli, 39, di Bari: 2 anni e due mesi di carcere;

Eugenio Traversa, 42, di Bari: 2 anni e due mesi di carcere. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com