ROMA – L’“organico”, adesso, è numericamente più consistente d’una squadra di calcio in campo. Già, perché nella Sibaritide ‘ndranghetista è scattato il dodicesimo provvedimento di carcere duro in ossequio all’articolo 41-bis della legge sull’ordinamento penitenziario italiano.

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Il regime detentivo differenziato ora è stato disposto anche nei confronti di Domenico Massa detto Pacchiarotto oppure Cicciotto, 48 anni, di San Lorenzo del Vallo (foto).

A firmare il decreto, come da prassi, è stato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha accolto la richiesta avanzatagli dalla Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro diretta dal procuratore Salvatore Curcio.

Massa è stato condannato per vari reati a 13 anni di reclusione, con sentenza di secondo grado, nell’ambito del maxiprocesso Kossa in qualità di appartenente al clan ‘ndranghetistico facente capo alla famiglia Forastefano di Cassano Jonio operante nell’intera Sibaritide.

Cicciotto “braccio destro” di Pasquale Forastefano L’animale

I magistrati antimafia considerano Massa il braccio destro del ritenuto boss 39enne Pasquale Forastefano detto L’animale oppure Il pazzo, lui pluricondannato (con sentenze non definitive) e già da tempo detenuto in regime di carcere duro in quel di Novara. Cicciotto, dunque, secondo le accuse, sarebbe una figura apicale del clan Forastefano.

Pasquale Forastefano è già da tempo al 41-bis

Le nuove pesanti accuse in merito all’omicidio Gaetani

Lo scorso 30 settembre, nella casa circondariale di Lanciano in provincia di Chieti ov’era detenuto fino a pochi giorni fa prima d’essere trasferito in un altro istituto di pena, i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza avevano notificato a Massa una nuova ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere, spiccata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale catanzarese Chiara Esposito su richiesta dei magistrati inquirenti della stessa Direzione distrettuale Antimafia guidata dal procuratore Curcio.

L’accusa?

Aver preso parte – e con un ruolo “importante” – all’omicidio del 50enne di Sibari Giuseppe Gaetani detto ‘U scurzune, ammazzato il 2 dicembre 2020 davanti alla sua abitazione sibarita di contrada Pantano Rotondo.

Giuseppe Gaetani

Ad accusarlo sono stati due ex ‘ndranghetisti che da qualche tempo collaborano con la giustizia.

Si tratta del 47enne Gianluca Maestri di Cosenza, killer reo confesso proprio dell’omicidio Gaetani, e di Luca Talarico, 38enne originario di San Lorenzo del Vallo, ma residente nel confinante comune di Spezzano Albanese.

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Massa, che continua a protestarsi innocente tanto nell’ambito del processo in cui è stato condannato quanto in merito alle nuove accuse nei suoi confronti, è difeso dall’avvocato Gianluca Serravalle. direttore@altrepagine.it   

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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