
CORIGLIANO-ROSSANO – Tutto è cominciato lo scorso 18 dicembre alle ore 15, quando, a seguito di un forte dolore al petto e al braccio sinistro, mi sono recato al Pronto soccorso.
Qui il dottor Alosa, con l’elettrocardiogramma, mi ha subito diagnosticato Stemi anteriore, cioè un grave infarto miocardico, e ha disposto il mio immediato elisoccorso per l’Unità di Emodinamica a Cosenza.
Purtroppo l’elicottero non riusciva ad alzarsi. Quindi il dottore si impegnava a reperire un’autoambulanza, che però non c’era. Dopo circa due ore arrivò, da un altro Comune, l’ambulanza, e il medico raccomandava a tutti di fare presto data la gravità del caso, ed allertava l’Emodinamica di Cosenza.
Arrivati qui alle ore 18 (dopo 3 ore), il dottor Angelo Leone, cardiologo di turno, verificata la occlusione completa della coronaria di destra e parziale di quella sinistra, effettuava, con successo, la angioplatica con stend a destra e rinviava quella di sinistra a migliori condizioni cliniche generali.
Ovviamente 3 ore di blocco di una coronaria hanno compromesso parte del muscolo cardiaco.
Dopo 4 giorni lo stesso cardiologo provvedeva a ripristinare anche l’altra coronaria.
Oggi che posso raccontare i fatti devo riconoscere la assoluta eccellenza del Reparto di Cardiologia emergenziale di Cosenza, di tutto lo staff e in particolare di alcuni professionisti di cui ricordo i nomi – dottor Leone, dottor Battista e dottor Mariano –, ma allo stesso tempo devo rilevare lo stato di inefficienza ed abbandono del Pronto soccorso di Rossano senza elisoccorso e senza ambulanza e mi rivolgo al vertice politico e commissariale, al direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale, rossanese, e all’assessore regionale, coriglianese, affinché si attivino concretamente a non abbandonare ulteriormente questo sventurato territorio.
Infine, un grazie di cuore a quelli che mi hanno consentito di esserci ancora e un augurio di buon nuovo anno a tutti.
Antonio Cara
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