CORIGLIANO-ROSSANO – I “conti in sospeso” a Corigliano-Rossano si “regolano” col fuoco. Oramai lo sanno bene pure i pakistani, che nella città che “vanta” il record nazionale del numero d’automezzi bruciati d’anno in anno oramai da una decina d’anni a questa parte, hanno preso usi e costumi autoctoni.

Nei primi 6 giorni di questo 2026, infatti, sono già tre i mezzi dati dolosamente in pasto al fuoco e alle fiamme in lungo e in largo nella grande città jonica.

Questa notte si sono verificati altri due incendi, a distanza di poche ore l’uno dall’altro, che hanno distrutto automezzi utilizzati da lavoratori stranieri impiegati come braccianti agricoli nelle campagne di Corigliano-Rossano e della Sibaritide.

Il primo alle 2 lungo la Via Sannio alla frazione Frasso nel rossanese, alle spalle della farmacia “Padre Pio”:

qui il fuoco criminale ha mandato in cenere un’autovettura a sette posti.

Il secondo episodio due ore dopo, alle 4, nella frazione Cantinella del coriglianese, dov’è stato incendiato un furgone a nove posti.

Tutto era cominciato la notte tra domenica e lunedì in Via Michele Bianchi nel rossanese, dov’era stata incendiata un’autovettura Opel Zafira.

Tutt’e tre gli automezzi sono risultati di proprietà di cittadini stranieri, tutti extracomunitari e tutti di nazionalità pakistana, tutti braccianti agricoli stagionali.

Sui luoghi del fuoco, i carabinieri del Reparto territoriale per le indagini e i pompieri del Distaccamento cittadino per spegnere gl’incendi.

Il racket incendiario dei pakistani è solo all’inizio?

Chissà. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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