
CORIGLIANO-ROSSANO – I “conti in sospeso” a Corigliano-Rossano si “regolano” col fuoco. Oramai lo sanno bene pure i pakistani, che nella città che “vanta” il record nazionale del numero d’automezzi bruciati d’anno in anno oramai da una decina d’anni a questa parte, hanno preso usi e costumi autoctoni.
Nei primi 6 giorni di questo 2026, infatti, sono già tre i mezzi dati dolosamente in pasto al fuoco e alle fiamme in lungo e in largo nella grande città jonica.
Questa notte si sono verificati altri due incendi, a distanza di poche ore l’uno dall’altro, che hanno distrutto automezzi utilizzati da lavoratori stranieri impiegati come braccianti agricoli nelle campagne di Corigliano-Rossano e della Sibaritide.
Il primo alle 2 lungo la Via Sannio alla frazione Frasso nel rossanese, alle spalle della farmacia “Padre Pio”:
qui il fuoco criminale ha mandato in cenere un’autovettura a sette posti.
Il secondo episodio due ore dopo, alle 4, nella frazione Cantinella del coriglianese, dov’è stato incendiato un furgone a nove posti.

Tutto era cominciato la notte tra domenica e lunedì in Via Michele Bianchi nel rossanese, dov’era stata incendiata un’autovettura Opel Zafira.

Tutt’e tre gli automezzi sono risultati di proprietà di cittadini stranieri, tutti extracomunitari e tutti di nazionalità pakistana, tutti braccianti agricoli stagionali.
Sui luoghi del fuoco, i carabinieri del Reparto territoriale per le indagini e i pompieri del Distaccamento cittadino per spegnere gl’incendi.
Il racket incendiario dei pakistani è solo all’inizio?
Chissà. direttore@altrepagine.it