CASTROVILLARI – Era stato arrestato dai carabinieri in forza alla Sezione operativa del Reparto territoriale di Corigliano-Rossano nel pomeriggio del 3 aprile dell’anno scorso.

Detenzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio, questa l’accusa nei suoi confronti.

Gl’investigatori dell’Arma, in modo “mirato”, avevano fatto irruzione nella sua abitazione, alla Marina di Schiavonea di Corigliano-Rossano, per una perquisizione. E dalla sua camera da letto, occultati in maniera estremamente accurata, erano spuntati una confezione sottovuoto contenente oltre 150 grammi di marijuana, con una dose della sostanza stupefacente già confezionata, un bilancino di precisione e altro materiale interessante col quale potevano essere confezionate le singole dosi.

Si tratta del 30enne Gaspare Filocomo, stesso nome e cognome di suo nonno soprannominato ‘U negus per la sua carnagione olivastra, morto ammazzato a colpi di fucile nel 1991 davanti alla sua casa, sempre a Schiavonea, perché “uomo d’onore” del locale di ‘ndrangheta di Sibari del fu boss don Peppe Cirillo in guerra col fu “padrino” di Corigliano, Santo Carelli, che a suon d’omicidi lo spodestò trasferendo poi il locale e il potere ‘ndranghetista da Sibari a Corigliano. Un’epopea criminale trapassata, quando suo nipote non era neppure nato.

Nei giorni precedenti il blitz di nove mesi fa, i detective dell’Arma cittadina avevano notato dei movimenti sospetti attorno all’abitazione del giovane Filocomo, dapprima finito in carcere a Castrovillari su disposizione del magistrato di turno nella Procura della cittadina ai piedi del Pollino e due giorni dopo fatto scarcerare e rimesso in libertà su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Biagio Politano, dietro richiesta motivata da parte del difensore, l’avvocato Gaetano Monte.

Il Tribunale di Castrovillari

Nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto, infatti, Filocomo aveva ammesso al gip di detenere la droga per un uso personale, a dispetto della sua considerevole quantità. Ciò considerato il suo certificato stato di pregressa tossicodipendenza e non solo.

Il togato aveva valutato positivamente il fatto che Filocomo fosse incensurato ed estraneo a contesti delinquenziali e ambienti dediti allo spaccio di droga, escludendo il pericolo di recidiva.

Nella giornata di ieri, a piede libero e sempre assistito dall’avvocato Monte, il 30enne ha affrontato il processo nei suoi confronti, avvalendosi del rito abbreviato al cospetto del giudice per l’udienza preliminare, Luca Fragolino.

Il pubblico ministero, Flavia Stefanelli, aveva sollecitato la sua condanna a 1 anno e quattro mesi di carcere.

Il gup Fragolino, concordando con le tesi difensive espresse dall’avvocato Monte, l’ha invece assolto con la formula «perché il fatto non sussiste». direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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