La Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro ha concluso una maxi-indagine condotta dai carabinieri

CATANZARO – Per sapere quanti abitanti conta il Comune di Crosia, basta andare qui in Internet su Wikipedia:
ne mancano pochi per 10 mila.
Al contrario, ci sono delle “curiosità” che la libera enciclopedia on line non riesce a soddisfare con uno smanettamento e un clic:
per esempio, quanti trafficanti di droga e spacciatori ci sono o gravitano a Crosia, e, in particolare, nella sua ancor più popolosa frazione di Mirto?
Proprio a questa domanda ha risposto la Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro. Che, prendendo in esame solo e soltanto il triennio 2018-2020, ne ha contati ben 30, la metà dei quali residenti proprio a Mirto-Crosia. E nel 2021 la stessa Procura catanzarese li aveva iscritti nel registro degl’indagati. Ciò a seguito della dettagliata informativa in cui è culminata una maxi-inchiesta avviata e condotta con discrezione, riserbo e professionalità investigativa da parte dei carabinieri.

È un’indagine grossa e articolata, costituita da un perfetto mix d’attività di “speculazione” classica e tecnologica al contempo:
intercettazioni telefonico-ambientali e attività di riscontro alle relative captazioni attraverso appostamenti e pedinamenti. I detective dell’Arma, in alcuni casi, hanno proceduto all’arresto in flagranza di trafficanti e spacciatori, corroborando con la “roba” sequestrata quel quadro già assai ben chiaro di droga “parlata” e “ascoltata” attraverso cimici telefoniche o piazzate nelle auto e nelle abitazioni d’alcuni dei soggetti al tempo solo “sospettati”.

Cocaina, marijuana e hashish, a chili
In un triennio, da quanto è emerso, i 30 indagati avrebbero mosso decine e decine di chili di cocaina, marijuana e hashish. Sostanze stupefacenti spacciate al minuto a tossici, assuntori abituali, tra i quali persino adolescenti di minore età, in particolare ragazzine, ma anche ad acquirenti occasionali che sapevano perfettamente a chi potevano rivolgersi con fiducia, a Mirto-Crosia e negli altri più piccoli comuni del Basso Jonio cosentino – Mandatoriccio, Caloveto, Pietrapaola, Calopezzati e Cariati, ma anche nel Crotonese, a Torretta di Crucoli e Cirò Marina – in cui era attiva una fitta rete di traffico e di spaccio.
Nel “giro” anche ragazze minorenni
Nel vasto giro, coinvolte nella detenzione, nel trasporto e nella cessione d’ingenti quantitativi di droga, oltre che nello spaccio al minuto, addirittura alcune ragazzine minorenni. Un dato che fa orrore.
Della loro sorte giudiziaria si stanno ovviamente occupando i magistrati della Procura e del Tribunale per i minorenni di Catanzaro.
La 13enne violentata e le armi clandestine
A uno dei 30 indagati viene contestato persino il reato di violenza sessuale, dal momento che avrebbe costretto una delle ragazzine coinvolte nel giro, d’appena 13 anni, a compiere e subire atti sessuali, dopo averla fatta drogare con cocaina e marijuana.
Un altro degl’indagati, da quanto è emerso, avrebbe trafficato pure in armi, ovviamente clandestine:
una pistola calibro 7,65 e due fucili, in particolare.

I rifornimenti di droga dal Napoletano, dal Crotonese e dall’Albania
I continui, costanti e consistenti rifornimenti delle sostanze stupefacenti provenivano dai comuni di Calvizzano e Mugnano in provincia di Napoli, da Crotone, da Steccato di San Leonardo di Cutro nel Crotonese, ma anche dall’Albania attraverso “corrieri” del Paese delle Aquile con “appoggi” di loro connazionali in loco. Uno dei trasportatori venne arrestato nei pressi dello svincolo autostradale di Sibari-Firmo, prima che arrivasse a destinazione con la droga.
In un caso, il fornitore napoletano di Calvizzano, dovette raggiungere Cassano Jonio per rifornire un gruppo criminale della città delle Terme sibarite, di ben 5 chili d’hashish.
Il “pentito” detenuto. È aspirante collaboratore di giustizia
Uno dei 30 indagati, tra le figure principali della maxi-inchiesta e attualmente detenuto in carcere per una condanna definitiva, ha collaborato coi carabinieri e coi magistrati inquirenti della Dda.
L’uomo, di Mirto-Crosia, ha riconosciuto le proprie responsabilità in ordine ai reati contestatigli nella maxi-indagine, chiamando in correità i suoi complici e contribuendo così a delineare ancor meglio la “mappa” del narcotraffico nel Basso Jonio cosentino e nel Crotonese.

Oltre ad avere “vuotato il sacco” sui traffici di droga suoi e degli altri, il “pentito” – che non ha ancora lo status di collaboratore di giustizia – in tempi più recenti avrebbe reso dichiarazioni anche su altri fatti criminali di cui sarebbe a conoscenza. Fatti d’una certa gravità, i cui responsabili sarebbero finora sconosciuti alla giustizia. È probabile che possa trattarsi di fatti di sangue. I magistrati della Dda, attraverso specifiche indagini delegate agli stessi carabinieri, stanno cercando i dovuti riscontri alle dichiarazioni dell’aspirante collaboratore di giustizia di Mirto.
105 capi d’accusa contestati
Nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal procuratore capo dell’Antimafia di Catanzaro, Salvatore Curcio, dall’aggiunto Giancarlo Novelli e dal sostituto Stefania Paparazzo, sono cristallizzati ben 105 capi d’imputazione. A buona parte dei 30 indagati viene contestato il reato d’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico, con una serie d’aggravanti e la recidiva.

Il procuratore Antimafia Salvatore Curcio
L’atto giudiziario, di 32 pagine, è stato notificato agl’indagati e ai loro avvocati difensori da parte dei carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano-Rossano, prima delle recenti festività natalizie.
A breve potrebbe essere fissata la data dell’udienza preliminare.
L’elenco degli indagati
Enzo Acri, 53 anni, di Pietrapaola
Giuseppe Aggazio, 56, di Pietrapaola
Giuseppe Apice detto Il piccolo, 42, di Calvizzano (Napoli)
Vincenzo Apice detto Mister, 62, di Calvizzano (Napoli)
Massimino Berlingieri, 49, di Crotone
Aurelio Caruso, 38, di Corigliano-Rossano
Giuseppe Campana, 48, di Mirto-Crosia
Olindo Celeste, 41, di Cariati
Domenico Roger Cetera, 57, di Mirto-Crosia
Eugenio Dominelli, 48, di Mirto-Crosia
Vincenzo Drammis, 37, di Mirto-Crosia
Valentina Esposito, 36, di Mirto-Crosia
Giuseppe Falcone, 30, di Mirto-Crosia
Eugenio Faraco, 34, di Mirto-Crosia
Giacomo Gala, 37, di Calvizzano (Napoli)
Kujtim Gjoka, 52, albanese residente a Mirto-Crosia
Giovanni Golluscio, 54, di Mandatoriccio
Francesco Greco, 69, di Mandatoriccio
Amedeo Ionfrida, 47, di Corigliano-Rossano
Luigi Ionfrida, 29, di Mirto-Crosia
Manuel Izzo, 39, di Calvizzano (Napoli)
Augustin Kolaj, 41, albanese residente a Mirto-Crosia
Edmond Kolaj, 39, albanese residente a Mirto-Crosia
Antonio Manetta, 40, di Crotone
Gzim Meci, 46, albanese residente a Mirto-Crosia
Francesco Nigro, 55, di Mirto-Crosia
Silvestro Notaro, 52, di Mirto-Crosia
Vittorio Renzo, 36, di Calopezzati
Antonio Vitale, 50, di Pietrapaola
Pasquale Vulcano detto Sette orecchini, 50, di Mirto-Crosia. direttore@altrepagine.it