CORIGLIANO-ROSSANO – A parte gli scherzi, Giulio Cesare… e Pierino. Le altre volte mi sono pure divertito, e ve lo ricorderete come sono stato scanzonato, nella cronaca.

Questa volta, invece, mi sono annoiato.

Sarà stato il fatto che non è la prima volta – anzi – che perdiamo in casa, ma sarà stato soprattutto il fattaccio che la mia noia non è stata singolare, oggi pomeriggio, tra gli spalti dello Stadio comunale Brillìa. Sì, perché oggi la noia durante la partita Corigliano-Mesoraca si declinava al plurale nelle tribune del popolo sportivo coriglianese. Che chiede alla sua squadra di calcio, alla sua squadra del cuore, se abbia o meno intenzione di sterzare. Chiede un bel colpo di sterzo ai suoi ragazzi in campo, al loro tecnico sportivo e alla dirigenza della società. Quest’ultima ha un grande, grandissimo merito, che è quello di avere riportato il calcio coriglianese a Corigliano-Rossano dopo anni di buio e d’incertezze. Un merito riconosciuto dalla tifoseria ultrà come da quella, diciamo, più “moderata”, cui mi sono “iscritto” anch’io com’è ormai noto, per la prima volta. Questo meritato merito, però, comincia a non bastare.

Il popolo allo stadio ci viene a seguire le partite giocate in casa perché vuole divertirsi. E, se si vince, si diverte e tra due domeniche ci ritorna, allo stadio. E magari domenica prossima parte e viene a seguire il Corigliano pure fuori casa.

Oggi, però, ho avuto la netta impressione che fossimo di meno rispetto alle altre partite, nonostante il bel sole che splendeva su tutto lo stadio mitigando parecchio questa domenica di gennaio con la neve a ridosso da tutta la catena montuosa del Pollino che dall’alto ci sovrasta.

Il sorriso mio e dell’amico e collega Matteo Monte appena dopo il gol

Oggi è andata così, 1 a 3, e quell’uno di Giovanni Aceto – amaro come il suo cognome, non me ne voglia il ragazzo! – segnato al 5° minuto del primo tempo ci ha fatto sorridere soltanto per altri 5 minuti, 10 su 90 più il recupero. Pochini. Alla prossima. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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