Una famiglia fra traffico di droga e omicidi: il padre, Pasquale ‘U spusatu, ammazzato davanti casa nel 2022, il fratello condannato per il brutale assassinio di un barbone nel 2004

CORIGLIANO-ROSSANO – Ha aggiunto un altro “grano” al suo “rosario” di precedenti Vincenzo Aquino detto Il vitello (foto), 43 anni, pluripregiudicato della Marina di Schiavonea a Corigliano-Rossano, ieri pomeriggio quando una pattuglia di carabinieri in forza alla Sezione radiomobile del Reparto territoriale gli aveva alzato la paletta intimandogli di fermarsi al loro posto di blocco in contrada Fabrizio, a pochi passi dal mare.
La dinamica del fattaccio di ieri secondo le accuse
Aquino, noto ai carabinieri come “storico” spacciatore di droga della città, era alla guida d’una motocicletta:
dopo un primo momento d’incertezza, Il vitello si sarebbe fermato e uno dei due carabinieri gli sarebbe andato incontro;
improvvisamente, però, avrebbe ingranato la marcia investendo il militare, ma, perdendo il controllo della moto, sarebbe caduto a terra, e, una volta rialzatosi, si sarebbe avventato con la moto su tutt’e due i carabinieri di pattuglia per fuggire ed evitare così d’essere controllato.
I carabinieri, a dispetto d’essere rimasti feriti, sarebbero comunque riusciti ad immobilizzarlo, a fermarlo e a condurlo in caserma per informare dei fatti il magistrato di turno in Procura a Castrovillari che ne ha poi disposto l’arresto con l’assegnazione ai domiciliari nella sua abitazione di Schiavonea.
I due operanti di pattuglia feriti hanno riportato diverse lesioni, alcune delle quali prevedono dei tempi di cura abbastanza lunghi.
Aquino è invece rimasto illeso nel corso della concitata azione per la quale s’è buscato l’accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Il curriculum criminale, personale e familiare
Arrestato, finito varie volte sotto processo e condannato per spaccio di droga. Un’attività che Vincenzo Aquino svolgeva pure mentre si trovava ristretto agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico di sicurezza, quando la polizia lo arrestò nel 2022. E proprio quell’anno venne condannato nell’ambito del processo denominato “Portofino” contro un nutrito gruppo di spacciatori da lui capeggiati e operanti in Piazzetta Portofino, alla Marina di Schiavonea, e nelle zone circostanti.
Una saga familiare quella del traffico e dello spaccio di droga nella sua famiglia, che negli anni ha visto finire agli arresti e nei guai giudiziari quasi tutti i suoi componenti, donne comprese.
Un figlio del Vitello, Pasquale, era stato arrestato assieme a lui nella stessa operazione “Portofino”, mentre un fratello, Francesco, sta scontando in carcere una condanna definitiva a 18 anni addirittura per omicidio:
il brutale assassinio d’un povero senzatetto di nazionalità ucraina ammazzato a bastonate nel settembre del 2004 da un gruppetto di giovani che spacciava droga all’interno del monumentale Quadrato Compagna, cui l’ingombrante e potenzialmente “pericolosa” presenza di quel barbone dava evidentemente fastidio.

L’omicidio di stampo ‘ndranghetista del padre
Il capostipite, invece, vale a dire il padre, Pasquale Aquino detto ‘U spusatu (nella foto qui in alto), narcotrafficante al servizio della ‘ndrangheta, proprio dalla ‘ndrangheta è stato “eliminato”:
l’uomo venne ammazzato a colpi di pistola e mitraglietta, il 3 maggio del 2022, proprio davanti alla sua abitazione di Viale Mediterraneo a Schiavonea.
Nei confronti dei presunti esecutori materiali dell’omicidio è in corso il processo di primo grado davanti ai giudici della Corte d’Assise di Cosenza.
Per il fattaccio di ieri pomeriggio che vede come suoi “nemici” i due carabinieri, il giudice per le indagini preliminari non ha ancora fissato l’udienza di convalida dell’arresto disposto dal magistrato della Procura.
Aquino è difeso dall’avvocato Pasquale Di Iacovo. direttore@altrepagine.it