di Franco Di Lungomare

CORIGLIANO-ROSSANO – Mentre San Sebastiano prega per noi (sia lodato San Sebastiano!) assieme all’arcivescovo sua reverendissima eccellenza monsignor Maurizio Aloise e al comandante dei vigili urbani colonnello Luigi Greco (è l’eletto Patrono della polizia municipale, il Santo), ma, soprattutto, assieme al vicesindaco Giovanni Pistola (ad acqua, ormai), all’assessore Francesco Madeo, ai consiglieri Giuseppe Candre’, Tonino Uva ‘U cavaler e all’immarcescibile Francesco Marino Lo Scarcellone, il sindaco Flavio Staso era nella sala crisi della Farnesina lasciatagli in eredità da quella buonanima di Edmondo Bernacca per governare l’anticiclone delle Azzorre e il cosiddetto Uragano Harry, ché col nome che gli hanno dato sembrava una checca, e invece…

Evviva San Sebastiano!

A Corigliano-Rossano, e in particolare alla Marina di Schiavonea, il copione è oramai rodato e va in scena con una puntualità disarmante:

prima piove e Schiavonea s’allaga, il lungomare diventa una piscina olimpionica e la circolazione si trasforma in una prova di slalom.

Poi, con calma olimpica, parte la fase due:

qualcuno va a vedere se, per caso, le famigerate pompe idrovore esistono davvero o funzionano solo nei comunicati stampa.

Risultato?

Niente.

Le pompe restano un concetto astratto, mentre auto bloccate, traffico paralizzato e cittadini costretti a improvvisarsi esperti di percorsi alternativi raccontano l’ennesima giornata surreale.

Qui a Corigliano-Rossano il tempismo non è un’opzione:

l’intervento arriva sempre dopo, possibilmente quando l’acqua ha già fatto il suo giro turistico.

Nel frattempo, però, una cosa non manca mai:

il momento social.

Il sindaco è impeccabile davanti al computer, pronto allo scatto d’ordinanza, mentre le zone nevralgiche – quelle arcinote, quelle che s’allagano “stranamente” ogni volta – restano lì, a ricordare che forse sarebbe più utile un sopralluogo sul posto che un selfie ben illuminato.

Si corre a documentare, si rincorre l’immagine, ma s’arriva sempre in ritardo sulla realtà. E così il lungomare resta allagato, la viabilità nel caos e l’ironia, oramai, è l’unica cosa che scorre più veloce dell’acqua. Da qui è tutto, a voi la linea. f.dilungomare@altrepagine.it

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