di Sara Carcagna

MILANO – A questo punto possiamo anche dirlo senza troppi giri di parole:

l’incontro di ieri a Milano tra il presidente della Regione Calabria e vice-leader nazionale di Forza Italia Roberto Occhiuto e Marina Berlusconi, figlia del compianto Silvio, non osteggiato, anzi, dal fratello Pier Silvio, non nasce a Milano né da strategie nazionali o da complessi incastri politici. Nasce da molto più lontano. E molto più vicino.

Nasce dalla Marina berlusconiana di Schiavonea, a Corigliano-Rossano. Nasce dall’Azzurro mare di Schiavonea.

Il gruppo politico azzuromarinaro oramai non si limita a incidere sul territorio locale:

influenza agende, incontri, sorrisi istituzionali, e, con ogni probabilità, anche le durate dei colloqui. Un’ora e mezza non è casuale:

è il tempo necessario quando dietro c’è una regia seria. Basta guardare Via Barletta:

asfalto nuovo, compatto, brillante. Altro che tavoli romani, qui il consenso si misura a metri lineari.

Attorno al perimetro si muovono figure note:

il sindaco Flavio Staso, l’assessore Francesco Madeo, il consigliere Gianfranco Costa. Tutti presenti, tutti utili, tutti corretti.

Diciamolo con onestà:

loro fanno da cornice, perché il quadro vero è un altro.

Sì, perché sopra a tutti, ben oltre ogni ruolo formale, c’è il consigliere Francesco Marino Scarcella:

non un semplice regista, ma una sorta di “metodo”, il “metodo Marino”, anzi azzurromarino. Dove arriva lui, le cose accadono. Dove passa lui, l’asfalto viene steso e disteso. E dove si parla di rapporti importanti, il suo nome aleggia sempre, anche quando non viene pronunciato.

Un raro scatto di Marino durante una delle sue missioni diplomatiche

Del resto, la storia parla chiaro:

il compianto Silvio Berlusconi, uomo notoriamente sensibile allo stile, alla presenza scenica e ai dettagli che contano, pare si fosse letteralmente innamorato del modo di fare di Scarcella Marino tanto da “scaricare”, a un certo punto, il fido consigliori Gianni Letta. Non solo politica, ma portamento. Non solo contenuti, ma postura. Qualcuno giura che più che i programmi, Silvio apprezzasse la capacità di Marino di stare in una stanza come se fosse sempre quella giusta. Altro che “braccio destro”:

tra Berlusconi e Marino era una questione di sintonia. Una di quelle intese silenziose, fatte di sguardi, nodi di cravatta immaginari e tempi perfetti. E non è escluso che, da qualche parte, tra una memoria e l’altra, Silvio continui ancora oggi a suggerire:

«Sentite Marino!».

Nel frattempo c’è chi osserva dalla finestra. La consigliera Lidia Sciarrotta e il consigliero Giuseppe Candreva vorrebbero entrare nel gruppo, ma serve continuità, presenza costante e soprattutto sorriso fisso nelle foto. Perché nell’Azzurro mare non basta esserci:

bisogna anche venire bene in primo piano.

Morale:

mentre qualcuno discute di incontri di alto livello, a Schiavonea si continua a fare politica vera. Quella che non parla troppo, ma lascia il segno. Preferibilmente sull’asfalto. saracarcagna@altrepagine.it

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