
CATANZARO – La luttuosa tragedia che nel pomeriggio di ieri ha colpito i familiari di Marco Grispino (foto), il 32enne di Corigliano-Rossano deceduto improvvisamente nell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, potrebbe celare un caso di malasanità.
È il sospetto che assilla la moglie, Anna De Rose, che ieri stesso, in serata, s’è affidata a un legale, l’avvocato coriglianese Francesco Sammarro, al fine di formalizzare attraverso i carabinieri della Stazione di Catanzaro centro un esposto-denuncia alla locale Procura con la richiesta che sia effettuata l’autopsia sulla salma del coniuge per accertarne l’esatta causa della morte.
Il calvario ospedaliero del giovane coriglianese, che oltre alla giovane consorte lascia un bambino, era cominciato domenica scorsa 18 gennaio, quando proprio assieme alla moglie s’era recato nel Pronto soccorso cittadino del “Guido Compagna” per dei sanguinamenti vistosi quanto sospetti dal naso e dalle gengive.
I medici del “Compagna” ne avevano disposto l’immediato trasferimento nel nosocomio catanzarese per degli accertamenti approfonditi del caso. Accertamenti, che, nel corso d’una settimana, secondo i familiari, non sarebbero stati esperiti al fine d’ottenere una diagnosi puntuale, al di là del pur paventato “sospetto” di leucemia, che, nel caso specifico, sarebbe stata “fulminante”.
Qualora il magistrato di turno nella Procura catanzarese accordasse alla richiesta contenuta nell’esposto-denuncia, la cartella clinica del giovane deceduto e la sua salma potrebbero essere sottoposti a sequestro preventivo e potrebbe essere disposto l’esame autoptico sul suo corpo senza vita, che, a seguito dell’inaspettato decesso, è stato trasferito dal reparto di degenza all’obitorio dell’ospedale del capoluogo di regione. direttore@altrepagine.it