La manifestazione “conviviale” indetta per domenica, l’immobilismo “elettorale” del sindaco Stasi e il Pd che aspetta… “Godot”

CORIGLIANO-ROSSANO – Ci sono fatti e argomenti, a Corigliano-Rossano, che impongono analisi politiche serie e autentiche. Non già l’espressione di slogan privi di senso politico o di concetti pseudo-politici, farlocchi.
Sicurezza sociale: emergenza ciclica e ipocrisia costante
Quel che sta accadendo con frequenza negli ultimi tempi alla Marina di Schiavonea non è più e non è meno di quanto accaduto negli ultimi anni, con quest’unica differenza, percepita da noi e da tutti:
il numero d’immigrati qui presenti, negli ultimi tempi è visibilmente più consistente rispetto agli anni passati. Ed è proprio questa la causa per cui, in termini direttamente proporzionali, è aumentato pure il numero degli accoltellamenti fra stranieri, delle rapine fra essi stessi oppure ai danni di cittadini e commercianti del posto e di altri reati cosiddetti “predatori”.
Attenzione però:
fra gli stranieri presenti, in diversi sono stabilmente “assunti” dalla ‘ndrangheta che li utilizza quotidianamente per spacciare la droga, ch’è la vera piaga ed è proprio una tragedia per tutti noialtri qui nati, cresciuti e residenti, e quindi «padroni» del territorio a parere di molti idioti che abitano questa nostra terra.
Siamo contrari alla manifestazione indetta per domenica prossima 8 febbraio, al netto delle buone intenzioni – o meglio “buoniste” – di chi l’ha indetta con lo slogan “Schiavonea, sicurezza e inclusione”.
Gente dentro la realtà e al contempo fuori da essa, eppure è gente che trascorre buona parte della giornata tra Facebook, WhatsApp e gli altri social network che tra le decine di migliaia di profili del nostro circondario pullulano di commenti al sangue contro tutti gli stranieri qui presenti senza distinzioni di razza, di lingua e di religione, sotto le cronache riguardanti gli stranieri che delinquono.
E allora, chi dovrà prendere per il culo lo spot “Schiavonea, sicurezza e inclusione”?
Lo domandiamo – retoricamente, s’intende – agl’ipocriti spontanei ed estemporanei promotori della manifestazione, persone più o meno note dietro la sigla associativa ed apartitica dei commercianti uniti, ma anche di quella denominata alla latina Convivium, che s’intona con un salottino discreto, il tè e i biscotti alle 5 del pomeriggio molto più che con la piazza e al contempo con una seria politica – di scelte politiche – e non di personaggi o personaggetti “politici”.

Partiti e “politica” subalterni allo spontaneismo, ma nelle ultime ore il Pd ha detto che…
Oramai sempre subalterna a tutto e a tutti è invece la “politica” dei partiti locali, da quelli che purtroppo – almeno per noi – governano l’Italia e la Calabria, a quelli che da anni e anni non sono neppure lontanamente adeguatamente “attrezzati” per rappresentarne un’alternativa convincente.
Sulla “questione Schiavonea”, però, è intervenuto quel Partito democratico che in città è ridotto a molto meno dei minimi termini, ma che in Municipio è “maggioritario”, nel senso che benché sia rappresentato da un unico consigliere comunale esso fa parte di quella variegata maggioranza destrorsa eletta col sindaco Flavio Stasi, personaggio destrorso, ma sedicente di sinistra, etichetta che ha indebitamente (e impunemente, da parte del mondo giornalistico locale) appiccicato anche alla sua compagine incolore, inodore e insapore.
L’intervento del Pd l’hanno notato in pochi, perché i “democratici” nostrani, oltre a non contare nulla da anni immemori in città, sono rimasti anche dei pessimi comunicatori, e di questi tempi chi non sa nemmeno comunicare quel poco che ha da dire e che dice alla nostra società, ha un destino irreversibile…
Pino Le Fosse e Franco Madeo del Pd oggi però dicono alcune cose importanti, che al cronista non superficiale non possono sfuggire, perché esse meriterebbero serio ascolto e immediata azione da parte del “loro” sindaco e della sua amministrazione comunale:
«Affrontare le radici delle tensioni:
precarietà abitativa, affitti irregolari, lavoro nero, marginalità, e il ruolo delle istituzioni è decisivo, in primo luogo quello del Comune».

Il sindaco Stasi con Le Fosse
Tradotto, è un invito all’amministrazione comunale ad investire la propria polizia locale d’un compito che dovrebbe azionare in collaborazione con la polizia di Stato e i carabinieri per stanare non le unità, ma le decine, forse centinaia di situazioni illegali che favoreggiano più che favorire la presenza d’immigrati clandestini in cui c’è una consistente presenza d’accoltellatori, rapinatori e potenziali tali, e di spacciatori di droga:
«Il Comune è chiamato a farsi promotore di un’azione di governo che vada oltre l’emergenza e oltre i limiti delle sole competenze ordinarie, attivando progetti, strumenti e risorse in collaborazione con Prefettura, Regione e Stato:
solo così è possibile garantire sicurezza, integrazione e coesione sociale in modo duraturo;
scelte concrete e continuative, non interventi spot».
Una proposta estremamente condivisile, sulla quale Stasi e i suoi assessori sono rimasti in irreligioso silenzio.
Il Pd insiste e chiede:
«Presidio costante del territorio e coordinamento reale tra istituzioni;
contrasto strutturale alla criminalità e all’illegalità diffusa;
controlli su affitti irregolari e sovraffollamento abitativo;
contrasto allo sfruttamento lavorativo;
mediazione culturale e coinvolgimento delle comunità straniere responsabili;
confronto stabile con cittadini e operatori economici.
Servono politiche che durino nel tempo. Non misure simboliche. Non risposte di pancia. Non bisogna dividere la città. Bisogna governare i fenomeni».
Le Fosse e Madeo fanno riferimento al «passato» amministrativo di Corigliano e alle sue amministrazioni di Centrosinistra che seppero ben governare l’oramai ultraventennale massiccia presenza d’immigrati in città e in particolare alla Marina di Schiavonea, e, pur non citandole, si riferiscono all’amministrazione dell’ex sindaco Giovanni Battista Genova e alla breve esperienza amministrativa dell’ex sindaco Armando De Rosis. E lo raffrontano, quel passato coriglianese, con la nuova realtà municipale di Corigliano-Rossano, che dopo sette anni d’amministrazione Stasi poi tanto “nuova” non è.

Franco Madeo
Il sindaco, proprio a livello di spot, come sottolineano i due esponenti del Pd, ha messo a disposizione del Commissariato cittadino della polizia di Stato alcuni locali ubicati all’interno del monumentale Quadrato Compagna che fa da ingresso a Schiavonea, per allocarvi un posto di polizia fisso tale da potersi rivelare un funzionale deterrente per l’ordine pubblico e la sicurezza sociale.
Considerato che la popolosa Schiavonea s’è rivelata elettoralmente straripante per Stasi e che tra quei suoi tanti elettori vi sono sicuramente tanti favoreggiatori di clandestinità, d’irregolarità e di delinquenza, che farà Stasi di fronte alle sollecitazioni del Pd?
E di fronte a una più che eventuale inerzia di Stasi e della sua amministrazione, che farà il Pd?
Alla prima domanda abbiamo risposto con la seconda, di domanda. E alla seconda avremmo parimenti la risposta pronta, ma preferiamo aspettare gli eventi come il Pd aspetta… Godot!

Stasi coi dirigenti della polizia qualche giorno fa al Quadrato Compagna
Sì, perché il 3 maggio 2022, alle 19,30, col sole ancora alto nel cielo, alla Marina di Schiavonea, su Viale Mediterraneo, strada centralissima percorsa a piedi, in auto, in moto o in bicicletta da migliaia di cittadini a tutte le ore del giorno e della notte, due killer di ‘ndrangheta armati d’una pistola e d’una mitraglietta entrarono in azione e consumarono un omicidio, e il sindaco, allora come ora, era Stasi.
Le indagini di carabinieri e magistratura antimafia in pochi mesi portarono all’individuazione di quei due presunti sicari e dei loro basisti, che adesso sono a processo, in primo grado, ma Stasi nemmeno per idea ha mai valutato la possibilità che il Comune si costituisse parte civile contro di essi per il palese danno provocato alla città e ai cittadini, tanto in termini di immagine – Corigliano-Rossano è meta turistica e Schiavonea ne rappresenta il “cuore” – quanto in termini di sicurezza collettiva dal momento che i colpi d’armi da fuoco avrebbero potuto colpire qualche passante, e nessuna manifestazione intitolata “Schiavonea, sicurezza e… esclusione” venne mai indetta da commercianti, conviviali, partiti democratici… nessuno. direttore@altrepagine.it