Il sindaco Staso e l’assessore Madeo “ago e filo” per ricucire lo strappo imprevisto. Ore convulse: l’appello al buonsenso del consigliere Costa

di Italo Pombino

CORIGLIANO-ROSSANO – Scissioni, intercettazioni e generali in marcia:

a Corigliano-Rossano la politica non dorme mai.

Alla fine la montagna ha partorito… due gruppi.

Dopo ore di trattative, telefonate, smentite e mezze conferme, il quadro si è chiarito.

Il consigliere comunale Francesco Marino Scarcella, arrivato al bivio, ha preso tutt’e due le strade:

Francesco è rimasto fermo, Marino ha imboccato la stessa via del sindaco Flavio Staso e Scarcella quella del senatore Rapani o Rapano, dottrina e giurisprudenza non sono concordi sul punto.

Così la scissione è servita, calda e fumante, mentre la crisi resta lì, dietro l’angolo, con il motore acceso e la freccia inserita, ma senza sapere bene in che direzione andare.

Nel frattempo, Staso e il suo assessore Francesco Madeo lavorano di ago e di filo per tentare una ricucitura che somiglia sempre più a un ricamo su tela strappata.

Il consigliere comunale Gianfranco Costa continua a invocare il buonsenso:

appello nobile, quasi romantico, anche se in politica il buonsenso resta un accessorio fuori catalogo.

Il trittico Marino-Madeo-Costa

Sul palcoscenico compare anche il celebre consigliere comunale Giuseppe Pugliese. Che pugliese non è. Non si capisce se sia calabrese o campano, ma una cosa è certa:

non viene dalla Puglia. Purtuttavia, una buona notizia c’è:

il presunto Giuseppe Fuggi da Foggia non per Foggia, ma… ha finalmente scoperto di esistere, e, considerando che la rivelazione è arrivata solo dopo la proclamazione a consigliere comunale, questo è comunque un progresso.

Lo storico radicale Daniele Capezzone, in un raro momento di sincerità, racconta che un giorno il consigliere comunale Giuseppe Turano, telecomandato dall’assessore regionale Gianluca Gallo, si è quasi incazzato. “Quasi”, appunto. Un evento talmente raro da meritare una menzione speciale negli archivi della politica locale.

Il consigliere comunale Giuseppe Fusaro, invece, guarda lontano e punta deciso sul turismo:

il porto resta “a secco”, ma a quanto pare ha già prodotto effetti collaterali importanti, perché almeno 6 mila marocchini “dotati” – non si sa bene di cosa, ma dotati – proprio lì avrebbero festeggiato più del previsto. Sviluppo alternativo, non previsto dal piano strategico, ma comunque “movimento”.

Fusaro (detto Porto a secco) & Staso

Nel frattempo prende corpo anche lo slogan del momento:

Meglio un giorno da Piero Lucisano che cento da Giuseppe Turano. Filosofia spiccia, ma estremamente attuale, soprattutto in tempi di maggioranze ballerine e assetti politici creativi.

Intanto, in città si torna a parlare di sicurezza, ma solo perché Francesco Marino Scarcella per qualche settimana ha dimenticato nell’armadio il vestito da Superman. Altrimenti nessun problema:

blocco note alla mano e via, come se tutto fosse sotto controllo.

Del resto – parola di Staso – ogni episodio di violenza viene immediatamente «intercettato». Perché Staso ama intercettare. Intercetta tutto, intercetta tutti, e, come per incanto, il colpevole salta sempre fuori. Una vocazione più che una strategia. Un avvertimento però è d’obbligo:

attento Staso, che a forza di intercettare, prima o poi, potresti finire intercettato anche tu. In politica succede spesso. E quasi mai per sbaglio.

E mentre i gruppi si sdoppiano e le deleghe si assestano, arriva anche il verdetto:

Scarcella alle Finanze, Marino alle Infrastrutture. Equilibrio perfetto, almeno sulla carta. Perché l’unica infrastruttura che regge davvero tutto resta la pazienza dei cittadini, e il bilancio più difficile da far quadrare è quello della credibilità.

La vera sorpresa però potrebbe arrivare tra qualche giorno. Perché ormai lo sanno tutti, da giorni brancola il generale nonché parlamentare europeo Roberto Vannacci alla ricerca di Marino Scarcella. Una caccia che attraversa confini e latitudini:

Scarcella lo vogliono ovunque, Nord Est, Sud, Centro, Isole, Penisole…

Quando un generale si muove, di solito non è per una passeggiata. E in questa storia, il colpo di scena sembra solo questione di tempo.

Il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio ha già detto che lui sta con il consigliere comunale Giuseppe Candreva, ma l’ex presidente del Consiglio comunale Pasquale Pellegrino ha deciso:

vuole fare il vice di Francesco, perciò siederà a destra di Marino e a sinistra di Scarcella.

Tra Marino e Staso già volano gli stracci.

Scarcella:

«Ho deciso, vado con Vannacci!».

Il consigliere minaccia di fondare un nuovo gruppo e di lasciare maggioranza.

Staso e Madeo sempre ago e filo per ricucire il nuovo strappo, ma la crisi ormai è dietro l’angolo.

Scene da un matrimonio… finito

Sono ore assai convulse, ma nel frattempo impazza lo scannamento per il Referendum sulla riforma della giustizia:

sia chiaro, noi siamo contro la separazione di Marino da Scarcella e viceversa, quindi voteremo “No”. italo.pombino@altrepagine.it

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