La pena più alta sollecitata dal pm Elio Romano è quella nei confronti del ritenuto capo-‘ndrina Giorgio Greco: 11 anni

CATANZARO – Nel processo con rito abbreviato relativo alla maxi-inchiesta anti-‘ndrangheta Boreas che si sta svolgendo davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro, Massimo Forciniti, nella giornata di ieri il pubblico ministero della Direzione distrettuale Antimafia, Elio Romano, ha tenuto la propria requisitoria.

Al termine, ha richiesto 9 condanne e 2 assoluzioni nei confronti degl’imputati, i primi nove ritenuti appartenenti alla ‘ndrina di Cariati e al crimine di Cirò con una salda “ramificazione” estera, in Germania.

La richiesta di condanna con la pena più elevata – a 11 anni di carcere – è stata quella nei confronti del pluripregiudicato 62enne Giorgio Greco (foto), il ritenuto boss a capo della ‘ndrina di Cariati.

Il Tribunale di Catanzaro

Le altre richieste di condanna

Gaetano Roberto Bruzzese, 57 anni: 10 anni di carcere;

Olindo Celeste, 41: 10 anni di carcere;

Alfonso Cosentino detto Fofò, 45: 10 anni di carcere;

Rocco Francesco Creolese, 38: 8 anni di carcere;

Giulio Graziano, 58: 10 anni e otto mesi di carcere;

Antonio Mangone, 37: assoluzione;

Aldo Marincola, 41: 8 anni e otto mesi di carcere;

Cataldo Rizzo, 43: assoluzione;

Cataldo Scilanga, 49: 8 anni e otto mesi di carcere;

Antonio Russo, 32: 2 anni di carcere.

I reati contestati

L’Antimafia di Catanzaro delinea un’associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni che venivano compiute nel Basso Jonio cosentino come in Germania:

tra le principali vittime, gli stessi cariatesi domiciliati nel ricco Paese teutonico dove gestivano attività economiche, in particolare ristoranti e pizzerie.

I reati, a vario titolo ipotizzati e contestati, sono infatti quelli d’associazione di tipo ‘ndranghetistico, estorsione – consumata e tentata – trasferimento fraudolento di valori, false dichiarazioni sull’identità o su qualità personali proprie o d’altri in concorso.

L’organigramma della ‘ndrina cariatese: boss e picciotti “propaggini” del vicino crimine di Cirò

Le indagini hanno riguardato l’operatività sul territorio di Cariati dell’organizzazione ‘ndranghetista, di cui è stato ricostruito l’organigramma, coi ruoli dei vari associati, nonché le plurime attività illecite poste in essere, rispettivamente, dagl’indagati, e i vari settori d’operatività.

Un’organizzazione criminale con proiezione in Germania, che utilizzava metodi violenti finalizzati all’imposizione di prodotti alimentari provenienti dalla Calabria agl’imprenditori cariatesi presenti in territorio tedesco, ai quali veniva imposto – anche tramite atti di danneggiamento – in particolare l’acquisto di frutta.

In Germania, nel “mirino” della ‘ndrina sarebbero finiti i titolari d’una pizzeria e quelli d’una pinseria, cui sarebbero state danneggiate le auto. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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