
CASTROVILLARI – Nel pomeriggio di lunedì, a Corigliano-Rossano, era stato incrociato per strada da una pattuglia dei carabinieri – in borghese e in auto “civetta” – alla guida della sua Audi Q3 con a fianco un commerciante 59enne noto agli stessi carabinieri come assuntore di droga.
Alla loro vista, i militari dell’Arma avevano fatto inversione di marcia per inseguirli e fermarli, ma il guidatore dell’Audi se n’era accorto e perciò s’era lanciato a forte velocità azzardando pure dei pericolosi sorpassi.
L’inseguimento era incominciato dalla frazione coriglianese di Villaggio Frassa ed era terminato lungo la centralissima Via Fontanelle allo Scalo, all’altezza delle case popolari.
Perquisiti, entrambi erano finiti in caserma dopo che dalle tasche del pluripregiudicato 47enne Damiano Trebisonda (foto) erano spuntati oltre 6 grammi di cocaina pura e 1.690 euro in banconote di vario taglio.
A carico del suo “ospite” non era emerso nulla ed era stato quindi rilasciato.
La perquisizione degl’investigatori era poi stata estesa nei locali del negozio di bombole di gas gestito da Trebisonda nel centro storico coriglianese, ov’erano spuntati anche 12 grammi di marijuana e un bilancino elettronico di precisione.
Trebisonda, recidivo, era stato quindi dichiarato in arresto per detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio, e il magistrato di turno in Procura a Castrovillari l’aveva spedito in carcere.

Un anno e mezzo fa era stato preso con due chili e mezzo di “coca”
Il 47enne era tornato in libertà lo scorso mese di dicembre, dopo un lungo periodo tra carcerazione e arresti domiciliari col braccialetto elettronico di sicurezza, in via cautelare, nelle more del processo che l’aveva visto condannato a 4 anni di carcere sia in primo grado che in appello a seguito del suo arresto nel giugno del 2024 da parte degli stessi carabinieri, durante il trasporto di circa 2 chili e mezzo di cocaina unitamente a un suo complice residente a Schiavonea, il 37enne Carlo Filippelli, pure lui condannato in secondo grado a 4 anni e pure lui nuovamente arrestato e di nuovo finito in carcere proprio lunedì, lo stesso giorno, pur se per fatti diversi, ma sempre di droga.
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Per un mero vizio formale, a ottobre scorso la sentenza d’appello era stata annullata con rinvio dalla Corte di Cassazione e Trebisonda è ora in attesa d’un nuovo processo.
L’odierna udienza di convalida dell’arresto
Per il fatto di lunedì, stamane in carcere a Castrovillari s’è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto e l’interrogatorio di garanzia di Trebisonda da parte del giudice delle indagini preliminari del Tribunale castrovillarese Orvieto Matonti.
Il pubblico ministero Anastasia Angrisani aveva richiesto nei suoi confronti l’applicazione della misura cautelare agli arresti domiciliari, ma i suoi difensori, gli avvocati Mario Elmo e Rosetta Rago, hanno sollecitato al giudice una misura meno restrittiva.

Il Tribunale di Castrovillari
Al termine, il gip ha disposto nei confronti di Trebisonda l’obbligo di dimora nel Comune di Corigliano-Rossano con la prescrizione di non allontanarsi da casa dalle 22 di sera alle 6 del mattino e il contestuale obbligo di firma in caserma dai carabinieri una volta al giorno. Al contempo, il giudice ha disposto la sua immediata scarcerazione in attesa (anche) di quest’altro processo. Se l’è cavata, insomma, con tre soli giorni di carcere. direttore@altrepagine.it