
CASTROVILLARI – Per cinque anni consecutivi ha dichiarato di coltivare un terreno non suo, incassando indebitamente contributi pubblici destinati al settore agricolo.
La frode è stata scoperta dai finanzieri della Compagnia di Castrovillari, che hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo per un valore di circa 90 mila euro disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale cittadino su richiesta della Procura.
Il sistema del raggiro era basato sulla falsificazione documentale. Tra il 2019 e il 2023, l’“imprenditore agricolo” oggi indagato ha infatti presentato all’Agenzia della Regione Calabria per le erogazioni in agricoltura – Arcea – istanze per ottenere fondi comunitari e nazionali, allegando falsi contratti d’affitto. E proprio attraverso la documentazione fittizia ha indotto in errore l’ente pubblico, dichiarando la disponibilità d’un fondo rustico di cui non aveva in realtà alcun titolo di possesso.
A far crollare il castello di carte è stata la querela presentata dal legittimo proprietario di quel fondo agricolo:
l’uomo, accortosi dell’utilizzo improprio dei propri dati catastali, s’è infatti rivolto alla finanza dando il via agli accertamenti tecnici e documentali che hanno confermato la frode.
L’indagato dovrà ora rispondere di truffa aggravata ai danni dello Stato per il conseguimento d’erogazioni pubbliche. redazione@altrepagine.it