CORIGLIANO-ROSSANO – Un dispositivo di sicurezza massiccio quello messo in campo dalla polizia di Stato in questi ultimi giorni, che ha trasformato la città di Corigliano-Rossano in una “zona rossa” per il contrasto all’illegalità:

3 arresti e 19 denunce.

L’attività investigativa s’è concentrata sui reati che più colpiscono la percezione di sicurezza dei cittadini.

Durante i numerosi posti di blocco e le perquisizioni mirate, gli agenti hanno messo le mani su un ingente quantitativo di contanti:

12.600 euro, nascosti e ritenuti provento diretto del traffico di sostanze stupefacenti. Insieme al denaro, sono stati tolti dal mercato nero circa 250 grammi d’hashish e 10 grammi di marijuana.

Uno degli arresti è stato eseguito su mandato europeo per reati legati alla droga, a dimostrazione di come la rete dei controlli locali riesca a intercettare anche flussi criminali transfrontalieri.

Non solo droga, però. Già, perché il ventaglio di reati va dalle truffe ai maltrattamenti in famiglia.

Le 19 denunce a piede libero raccontano uno spaccato di micro-criminalità diffusa:

guida in stato d’ebbrezza e senza patente, maltrattamenti e atti persecutori – con l’applicazione di divieti d’avvicinamento per proteggere le vittime – ma anche reati contro il patrimonio come truffe e ricettazioni.

Insomma, è una strategia di “pressione costante” quella adottata dalla polizia, con un obiettivo duplice:

smantellare le piazze di spaccio e restituire decoro e sicurezza ai centri urbani cittadini che risultano “ostaggi” della criminalità comune. redazione@altrepagine.it

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