
di Cristoforo Vespucci
CORIGLIANO-ROSSANO – Ai Laghi di Sibari, si sa, il mare non è mai stato il vero problema.
Il problema semmai è la matematica. O meglio:
l’aritmetica creativa della politica locale, quella che trasforma un pontile in consenso e qualche tavola di legno sparsa sulla spiaggia in «visione strategica».
Il porto turistico dei Laghi di Sibari, con i suoi 15 pontili e una capienza potenziale di circa 3 mila posti barca, rappresenta sulla carta una piccola capitale della nautica calabrese. Un gioiello che dovrebbe attrarre turismo, economia e sviluppo. E infatti l’attenzione istituzionale non manca, anche fuori dai Laghi di Sibari e dal Comune di Cassano Jonio guidato dal sindaco Gianpaolo Iacobini.
Il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Staso, infatti, e il suo consigliere-filosofo di maggioranza Giuseppe Fusaro noto per i look impeccabili e per un consenso elettorale rigorosamente “d’opinione”, sembrano avere gli assi nelle maniche per affrontare le polemiche degli ultimi giorni.

Fusaro & Staso
La soluzione idrogeologica per affrontare le prossime piene del fiume Crati, in fondo, potrebbe essere più semplice del previsto.
Non servono tavoli tecnici, studi di fattibilità o strategie di marketing territoriale. Basta applicare l’ormai celebre formula amministrativa locale:
Porto a secco = porto di voti.
Un’equazione che ha già dato prova di sé sulla spiaggia coriglianrossanese di Schiavonea, dove un porto a secco in legno — dal costo stimato di oltre 150 mila euro — è riuscito nell’impresa quasi filosofica di esistere senza servire realmente a qualcosa, se non a dimostrare che l’idea conta più dell’utilità.

Iacobini in primo piano, Fusaro dietro la consigliera regionale del Pd Rosellina Madeo, Staso dietro Iacobini e il naso orgoglioso di Elly Schlein segretaria nazionale del Piddì
E allora perché fermarsi?
Se un porto a secco vale consenso, quindici pontili potrebbero valere una piccola epopea elettorale.
Facendo due conti veloci:
150 mila euro a pontile per 15 pontili fanno oltre 2 milioni di euro.
Una cifra che, opportunamente reinterpretata, potrebbe trasformarsi in investimenti, opere simboliche, inaugurazioni con nastro e forbici, post social e fotografie in controluce al tramonto.
D’altronde la politica contemporanea non misura più le opere in metri cubi – ma in like – né in servizi resi, ma in narrazioni costruite. E in questo senso il porto a secco dei Laghi di Sibari potrebbe diventare un laboratorio politico perfetto:
non solo approdo per barche, ma attracco per promesse, «strategiche visioni» e magari qualche passerella istituzionale ben fotografata.
In fondo il turismo è questione di immaginazione. E se l’immaginazione costa qualche milione, pazienza:
l’importante è che torni utile. Magari non ai diportisti, ma almeno alle urne. Prendi appunti, Iacobi’! cristoforo.vespucci@altrepagine.it