CARIATI – Ha lasciato la casa circondariale di Crotone per fare rientro nella sua abitazione di Cariati, in regime d’arresti domiciliari.

È questa la decisione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale della città pitagorica nei confronti del 35enne Andrea Madeo, l’imprenditore cariatese arrestato venerdì 20 febbraio scorso con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio.

L’operazione anti-droga era scattata lungo la Strada statale 106 che attraversa il comune di Crucoli, durante un normale servizio di controllo stradale effettuato dai carabinieri della Compagnia di Cirò Marina.

Secondo il verbale dei militari, il trentacinquenne avrebbe manifestato un eccessivo nervosismo durante le fasi d’identificazione, spingendo gli operanti a perquisirgli il veicolo, una Volkswagen Golf.

Il sospetto ha trovato conferma nel ritrovamento d’una busta di plastica contenente due panetti di cocaina purissima:

la sostanza, del peso complessivo superiore ai cento grammi, se immessa sul mercato al dettaglio avrebbe potuto fruttare un introito stimato in oltre diecimila euro.

Dopo l’arresto in flagranza, l’uomo è stato tradotto nel carcere di Crotone.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, l’indagato (difeso dall’avvocato Provino Meles) ha scelto d’avvalersi della facoltà di non rispondere.

Nonostante il silenzio dell’imputato, la difesa ha depositato un’istanza volta all’attenuazione della misura restrittiva, contestando alcuni passaggi della ricostruzione investigativa e ritenendo la custodia in carcere eccessiva rispetto alle reali esigenze cautelari.

Il giudice, accogliendo le tesi difensive, ha disposto la sostituzione della misura:

Madeo attenderà ora il prosieguo delle indagini agli arresti domiciliari.

Il provvedimento è comunque accompagnato da prescrizioni rigorose:

è stato infatti imposto il divieto assoluto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi, oltre all’ovvio obbligo di non allontanarsi dalla residenza.

Le indagini proseguono per accertare la provenienza della cocaina e l’eventuale rete di contatti legata al sequestro. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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