CATANZARO – Due condanne pesanti. Sono state sollecitate, ieri, dal pubblico ministero della Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro, Alessandro Riello, al termine della sua requisitoria al cospetto del giudice per l’udienza preliminare del Tribunale catanzarese, Lidia Gennaro, nell’ambito del processo “Fattore Delta” che si sta celebrando col rito abbreviato per soli due imputati, mentre per altri 4 è in corso il processo con rito dibattimentale ordinario nelle aule del Tribunale di Castrovillari.

A Catanzaro figurano alla sbarra il 39enne boss di ‘ndrangheta di Cassano Jonio Leonardo Abbruzzese detto Nino oppure Castellino (foto), detenuto in regime di carcere duro” al 41-bis, e il 37enne di Santa Sofia d’Epiro Antonio Salvo, capo-cantiere d’una impresa edile impegnata nei lavori in corso per la realizzazione del terzo mega-lotto della Strada statale 106 jonica nel tratto che va da Roseto Capo Spulico a Sibari.

Il pm Riello ha chiesto 7 anni e quattro mesi di carcere per il boss Abbruzzese, e 9 anni e sei mesi per Salvo.

I due, come gli altri imputati, sono accusati di estorsione aggravata dal metodo e dall’agevolazione mafiosa.

Il pm antimafia Alessandro Riello

L’inchiesta “Fattore Delta” ha disvelato presunte infiltrazioni e ingerenze della supercosca di ‘ndrangheta facente capo alle famiglie cassanesi Abbruzzese e Forastefano nei lavori del tracciato della 106, il più grande appalto pubblico in corso nell’intera regione Calabria dell’importo complessivo di 1 miliardo e trecento milioni di euro.

Secondo la tesi sostenuta dal magistrato inquirente e requirente dell’Antimafia, 3 imprese impegnate in alcuni sub-appalti si sarebbero rese strumentali al versamento d’una ritenuta tangente da quasi 113 mila euro alla supercosca ‘ndranghetista dominante nella Sibaritide.

Il “pizzo” ‘ndranghetista sarebbe stato imposto a un’impresa di costruzioni dell’estremo Nord Italia, di Basiliano in provincia di Udine, nel Friuli, la “I.Co.P. Spa Società Benefit”.

Una veduta aerea sui cantieri in corso

150 mila euro di “pizzo” su un appalto da 5 milioni: il 3%

La presunta vicenda estorsiva si sarebbe verificata alla fine del 2022 ed è scaturita dalla denuncia sporta dall’imprenditore Vittorio Petrucco, legale rappresentante della “I.Co.P. Spa Società Benefit”, che aveva riferito agl’inquirenti d’avere un contratto di sub-appalto con la società “Impresa Tre Colli Spa” per la realizzazione della variante al metanodotto “Pisticci-Sant’Eufemia 4° tronco” per conto di “Snam Rete Gas”, consistente nella realizzazione di 2 micro-tunnel nel Comune di Trebisacce, per un importo pari a 5 milioni di euro.

L’imprenditore aveva denunciato d’essere venuto a conoscenza della ritenuta pretesa estorsiva avanzata da Antonio Salvo, capocantiere della “Tre Colli Spa” (l’impresa è però estranea all’inchiesta, ndr) per il tramite di due suoi dipendenti, uno dei quali, in particolare, gli avrebbe riferito ch’erano loro stati imposti 3 fornitori.

L’imprenditore del Nord non aveva capito, ma poi lo portarono a Lauropoli…

L’imprenditore avrebbe chiesto “chiarimenti” e sarebbe stato accompagnato proprio da Salvo e da un altro imputato a Lauropoli, nel quartier generale della famiglia ‘ndranghetista degli Abbruzzese:

prima d’andare al cospetto delle persone che avrebbero dovuto chiarirgli la situazione – tra le quali il boss Nino Abbruzzese in persona – l’imprenditore avrebbe dovuto lasciare il telefono nell’auto di chi l’aveva accompagnato, come fecero gli accompagnatori stessi.

Nella “riunione di lavoro” gli sarebbe stato riferito chiaramente che, per non avere “problemi”, la sua impresa avrebbe dovuto pagare il 3% dell’importo del contratto d’appalto – ovverosia 150 mila euro – e gli avrebbero dato i nomi dei fornitori coi quali l’impresa appaltatrice avrebbe dovuto lavorare.

La tangente, la “tassa d’impatto ambientale”, sarebbe stata ricavata attraverso un sistema di sovrafatturazioni con quegli stessi fornitori. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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