Lo scorso 10 gennaio i carabinieri del Nas gli hanno perquisito l’abitazione nella frazione di Doria. Da ieri è ai domiciliari col braccialetto elettronico

CASSANO JONIO – Figura come il principale protagonista d’un intenso traffico nazionale di sostanze anabolizzanti prive d’autorizzazione, scoperto dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione di Firenze in un’inchiesta condotta dai magistrati della Procura di Pistoia. Un’inchiesta che conta complessivamente 53 indagati.
A inchiodarlo, la confessione d’un agente di commercio e culturista della Toscana, anche lui indagato, che ha disvelato che le sostanze illegali di cui era stato trovato in possesso provenivano dalla Calabria attraverso un canale web, indicando un contatto sul social network di Telegram, il cui nickname era “jms”:
era quello il suo canale d’approvvigionamento.
Gl’investigatori hanno poi portato alla luce l’identità fisica di quel canale:
è il 36enne Carlo Verta, residente nella frazione di Doria a Cassano Jonio.
Lo scorso 10 gennaio, i carabinieri del Nas s’erano presentati a casa di Verta per una perquisizione. E avevano rinvenuto 360 confezioni di farmaci anabolizzanti del valore stimato di circa 15.500 euro, 23 confezioni di nandrolone, sostanza inserita nelle tabelle degli stupefacenti, e materiale per i confezionamenti e le spedizioni.
All’arrivo dei carabinieri, Verta avrebbe anche tentato d’occultare parte della merce sul tetto dell’abitazione.
Ieri sono state emesse delle misure cautelari da parte del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pistoia, Alessandro Buzzegoli, secondo il quale la prova del legame tra il culturista toscano e Verta è offerta dal confronto dei lotti:
alcune confezioni sequestrate al primo appartenevano infatti allo stesso stock trovato in casa di Verta a Doria. Verta si sarebbe fatto pagare i corrispettivi attraverso ricariche su schede Mooney.
Il cassanese è stato perciò assegnato agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico di sicurezza e gli è stato imposto il divieto di comunicazioni esterne.
Verta è difeso dagli avvocati Cesira Staffa e Francesco Lanzino. direttore@altrepagine.it