
CORIGLIANO-ROSSANO – Non è più solo una questione di cifre o di refurtiva. Nel centro storico rossanese di Corigliano-Rossano è un vero e proprio strappo alla serenità quotidiana.
La sequenza di furti registrata nell’ultimo fine settimana non è che l’ultimo capitolo d’una sequela che sembra non voler scrivere la parola fine.
Professionisti, non semplici ladruncoli
Ciò che spaventa di più i residenti non è solo il danno materiale — pur ingente, tra gioielli di famiglia e risparmi portati via — ma la freddezza metodica dei colpi. Le testimonianze raccolte tra Viale Sant’Antonio e la zona dell’ex caserma dei vigili del fuoco delineano un profilo inquietante:
i ladri colpiscono in pieno giorno, sfidando il rischio d’essere visti. Gli appartamenti vengono scelti dopo aver monitorato le abitudini dei proprietari. Le case vengono messe a soqquadro, dopo aver divelto le porte con piedi di porco, e le stanze vengono “ripulite” con una rapidità che suggerisce l’azione d’un gruppo organizzato.
Il grido dei residenti: «Esigiamo risposte»
Dalle piazze ai social il coro è unanime, la cittadinanza si sente vulnerabile:
«Non possiamo più uscire di casa per fare la spesa senza l’angoscia di trovare la porta scassinata al ritorno, siamo sotto assedio dei ladri!», racconta una donna.
Le richieste alle autorità si fanno pressanti e concrete:
una maggiore presenza fisica delle forze dell’ordine che funga da deterrente immediato, l’installazione di nuove telecamere di video-sorveglianza nei punti nevralgici, un “tavolo tecnico” istituzionale sulla sicurezza.
Un territorio da difendere
Il rischio concreto, oltre alla perdita di beni, è lo spopolamento emotivo del centro storico. Se i cittadini non si sentono sicuri tra le loro mura, il cuore antico di Rossano rischia di svuotarsi, lasciando spazio solo al silenzio e al degrado. La battaglia contro questa ondata di furti non è solo una questione di polizia, ma una difesa dell’identità stessa della comunità.
Le indagini sugli ultimi colpi sono in corso e le forze dell’ordine stanno analizzando le immagini delle poche telecamere presenti nell’area per individuare targhe o volti sospetti. direttore@altrepagine.it