
ROMA – Si chiude con una dichiarazione d’inammissibilità un nuovo capitolo giudiziario davanti alla Corte di Cassazione per Luigi Mario Nigro, 64 anni, originario di Cassano Jonio, ma da anni residente nel Nord Italia dove negli ultimi anni ha collezionato una serie di condanne – divenute tutte definitive – per truffe in serie.
Un truffatore recidivo, insomma, riconosciuto colpevole dalle corti d’appello di Milano, Torino e Venezia, con sentenze sempre confermate in ultimo grado di giudizio da parte dei giudici della suprema Corte di Cassazione.
Da ultimo, i giudici della settima sezione penale del cosiddetto Palazzaccio di Piazza Cavour a Roma, hanno dichiarato «inammissibile» il ricorso presentato dall’uomo contro l’ennesima sentenza di condanna nei suoi confronti, emessa il 25 giugno dell’anno scorso dai giudici della Corte d’Appello di Milano ancora una volta per il reato di truffa.
Il caso e le contestazioni
La difesa di Nigro aveva articolato il ricorso su due punti principali:
una presunta violazione di legge procedurale e contestazioni nel merito riguardanti la valutazione delle prove che avevano portato alla condanna.
Gli “ermellini” della Cassazione, a seguito dell’udienza dello scorso 13 gennaio, nella sentenza depositata l’11 febbraio hanno smontato punto per punto le tesi difensive, ritenendo le motivazioni della Corte d’Appello di Milano «congrue e non illogiche».
Nel dichiarare inammissibile il ricorso di Nigro, i giudici di legittimità hanno sottolineato come i motivi presentati fossero una mera riproposizione di quanto già discusso e correttamente respinto in secondo grado.
Le sanzioni
Oltre alla conferma della condanna nell’ultimo e definitivo grado di giudizio, la Cassazione ha condannato Nigro al pagamento delle spese processuali e al versamento d’una somma pari a 3 mila euro in favore della Cassa delle ammende. direttore@altrepagine.it