L’alt gli era stato imposto dalla polizia: acciuffato dai carabinieri, condotto in caserma, denunciato e rilasciato. Vettura sequestrata

CORIGLIANO-ROSSANO – Alla guida di un’auto non si ferma all’alt della pattuglia dei poliziotti del Commissariato cittadino che stava a posto di blocco, fugge e poi abbandona il veicolo scappando a piedi.
È stato inseguito dagli stessi poliziotti e acciuffato poco dopo dai carabinieri della Sezione operativa e radiomobile in forza al Reparto territoriale – ch’erano stati allertati di rinforzo dagli stessi agenti della polizia – e condotto in caserma.
È successo nel pomeriggio di oggi alla Marina di Schiavonea di Corigliano-Rossano.
Protagonista del rocambolesco fatto, il noto pluripregiudicato coriglianese Francesco Arturi, 26 anni, di contrada Apollinara, figlio del più noto pluripregiudicato 46enne Giovanni Arturi detto ‘A vozza e fratello del 23enne Bruno Arturi, anch’egli pregiudicato.
Francesco Arturi, da quel che è trapelato, sarebbe stato senza patente di guida ed è stato denunciato a piede libero alla Procura di Castrovillari per essersi sottratto al controllo da parte della polizia. Poco dopo è stato rilasciato.
I precedenti: tentato omicidio e minacce armate
Il 24 maggio 2022, nel corso d’un inseguimento tra auto, aveva tentato d’ammazzare suo cugino sparandogli 7 colpi di pistola lungo la strada che dalla frazione di Cantinella conduce verso lo Scalo coriglianese:
vittima il 36enne Andrea La Grotta, anch’egli volto conosciuto negli ambienti investigativi per essere stato l’autista del 71enne boss di ‘ndrangheta Rocco Azzaro da qualche anno di nuovo in carcere e recentemente condannato in primo grado a due ergastoli per altrettanti omicidi. La Grotta per sua fortuna era rimasto soltanto lievemente ferito.
Per quel fatto, Arturi era stato condannato per tentato omicidio a 3 anni e mezzo di reclusione col patteggiamento.
Successivamente, mentre si trovava agli arresti domiciliari, con una pistola in pugno era evaso per andare a minacciare di morte addirittura sua madre. Poi era finito in carcere. E proprio dal carcere era uscito lo scorso mese di gennaio.
Il 23 gennaio, i carabinieri avevano arrestato e tradotto in carcere il fratello Bruno, trovato in possesso d’una pistola semiautomatica marca HS Produkt SF 19 calibro 9×21, con la matricola abrasa e dotata dei relativi caricatori, funzionante e in perfetto stato di conservazione.
Oltre a non avere la patente, Francesco Arturi oggi aveva qualcosa di compromettente addosso di cui magari s’è disfatto scappando?
L’autovettura a bordo della quale percorreva le strade di Schiavonea, frattanto, è stata sottoposta a sequestro. direttore@altrepagine.it