BOLZANO – C’è un dettaglio che salta all’occhio nell’ultimo importante sequestro di droga effettuato dai carabinieri a Bolzano:

tra i 6 chili e settecento grammi d’hashish trovati nel vano d’un ascensore nella città altoatesina, sono spuntate etichette che richiamano esplicitamente la regione Calabria. Etichette riproducenti addirittura proprio lo stemma araldico del gonfalone della Regione Calabria. Sì, proprio l’Istituzione!

Non è la prima volta che il marketing criminale s’appropria di brand geografici o icone pop, ma l’uso dell’esplicito riferimento regionale su ben 66 panetti d’hashish apre scenari interessanti sulla simbologia delle rotte del traffico e dello spaccio.

Mentre nella Regione Calabria si lavora per promuovere il marchio territoriale in chiave turistica e gastronomica, i trafficanti lo utilizzano come certificato di provenienza o, più probabilmente, come segnale d’appartenenza a una specifica filiera d’approvvigionamento.

Accanto al simbolo della nostra Regione, i carabinieri hanno rinvenuto anche loghi esplicitamente criminali come “Gomorra” e “Il mostro”.

Nel gergo del narcotraffico, queste etichette servono a distinguere le diverse partite di droga per qualità, principio attivo e prezzo.

Quella griffe “calabrese” impressa sulla plastica valeva sul mercato nero tra i 65 e gli 80 mila euro.

Il ritrovamento è avvenuto grazie all’occhio attento d’un tecnico ascensorista:

durante una manutenzione ordinaria, l’uomo è sceso nella fossa dell’impianto trovandosi davanti a un sacco di nylon che sprigionava un odore inconfondibile. Invece d’ignorare il pacco, il tecnico ha allertato i carabinieri, permettendo di sottrarre alla strada un carico che avrebbe inondato le piazze di Bolzano.

L’utilizzo di aree comuni “neutre” come i vani ascensore è una tecnica consolidata. Se i militari avessero perquisito gli appartamenti del condominio, non avrebbero trovato nulla:

quella droga era “di tutti e di nessuno”, protetta dal silenzio delle mura condominiali.

Ora l’attenzione degl’inquirenti si sposta su chi avesse accesso a quel vano tecnico.

Resta da capire se il riferimento alla Calabria sia un reale tracciamento della “rotta” della droga o se sia un “marchio di fabbrica” utilizzato dai produttori per rendere riconoscibile la loro “roba” nel mercato altoatesino. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com