Il mondo imprenditoriale cittadino è insofferente verso l’amministrazione del sindaco Stasi, il dirigente comunale Carravetta e i suoi funzionari

CORIGLIANO-ROSSANO – Si respira un clima di forte insofferenza, a Corigliano-Rossano, tra gl’imprenditori del settore edilizio.
Già, perché alla generale crisi di settore, da quel che in molti di essi palesano, da qualche tempo si sarebbe sommata una mancanza d’adeguata preparazione tecnico-normativa da parte dell’attuale dirigenza del Settore comunale Urbanistica e Commercio, incarnata dall’ingegnere Claudio Carravetta, e da parte dei funzionari suoi sottoposti. E ciò costringerebbe gl’imprenditori del comparto a scontrarsi proprio con questa burocrazia comunale, che viene definita mediocre.

Il dirigente comunale Carravetta
A pesare sarebbe pure l’assenza d’un indirizzo politico da parte amministrazione comunale nel settore, perché dalla sua conferma elettorale, avvenuta nel giugno del 2024, il sindaco Flavio Stasi non ha inteso di nominare un assessore all’Urbanistica, trattenendosi la relativa quanto delicata delega.
Così, nel settore Urbanistica del Comune di Corigliano-Rossano, i tempi per permessi a costruire e varianti diventano davvero biblici. Con l’imprenditoria edilizia cittadina che sta attraversando una fase critica davvero paradossale.

Il sindaco Stasi
Da un lato c’è l’enorme potenziale derivante dalla fusione dei due ex comuni di Corigliano e di Rossano e dai grandi investimenti infrastrutturali in corso o in via di cantierizzazione, come il nuovo ospedale della Sibaritide e il nuovo tracciato della Strada statale 106 jonica, che però ha creato e creerà un divario tra l’indotto lavorativo locale e le grandi commesse pubbliche con le imprese locali operanti solo come subappaltatrici e con margini assai ridotti, senza considerare i rallentamenti burocratici che hanno sfiduciato il settore.
Il rallentamento – se proprio non vogliamo parlare di “blocco” – nel settore dell’edilizia è insomma generale, nonostante la crescita delle opere pubbliche in cantiere legate ai fondi statali del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Dall’altro lato c’è una crisi strutturale che strozza le piccole, medie e grandi imprese edili cittadine e i loro fornitori di materiali, depauperando soprattutto le opportunità di lavoro per operai, tecnici e diverse altre figure professionali.
Non solo e soltanto il blocco della cessione dei crediti e lo stop al Superbonus 110% hanno lasciato nel settore cicatrici profonde, con molte imprese locali che si sono ritrovate coi cassetti fiscali pieni di crediti non monetizzabili, con una crisi di liquidità che ha portato alla sospensione di numerosi cantieri privati, ma a Corigliano-Rossano si vive anche e soprattutto la paralisi urbanistica connessa all’enorme ritardo che sta continuando ad accumulare la mancata approvazione, da parte del Comune, del Piano strutturale associato, vale a dire quello che dovrebbe essere il futuro strumento urbanistico della grande città jonica, che sullo stesso strumento è la capofila degli altri comuni interessati, Cassano Jonio, Mirto-Crosia e Calopezzati.

Il Consiglio comunale non ha ancora approvato il piano urbanistico
Uno dei freni principali è infatti l’incertezza normativa. Che attualmente sta relegando l’edilizia cittadina in un vero e proprio pantano.
La sfida del Piano strutturale associato è centrale, perché senza uno strumento urbanistico moderno e post-fusione che definisca chiaramente dove e come costruire, gl’investitori rimangono alla finestra e le imprese soffrono la mancanza d’una programmazione di lungo periodo. direttore@altrepagine.it