
AMENDOLARA – Un nuovo colpo all’abusivismo edilizio è stato messo a segno dai carabinieri forestali del Nucleo di Trebisacce.
Al centro dell’operazione una struttura situata ad Amendolara, in una delle zone a più alta densità turistica e pregio paesaggistico del litorale, contrada Tarianni.
L’intervento, condotto in sinergia con il personale della polizia locale, ha interrotto un cantiere che procedeva spedito nonostante la totale assenza d’autorizzazioni.
I militari, giunti sul posto per un sopralluogo tecnico, si sono trovati di fronte a una vera e propria sopraelevazione in corso d’opera.
Nello specifico, sulla sommità d’una villetta già esistente, era stata realizzata una mansarda di circa 65 metri quadri. L’opera non era stata concepita come una semplice estensione interna, bensì come una nuova unità abitativa autonoma, dotata d’una scala esterna indipendente per l’accesso. Sebbene mancassero ancora infissi e rifiniture, la volumetria era ormai definita, alterando irrimediabilmente il profilo dell’edificio originale.
L’area interessata non è un territorio qualunque. Contrada Tarianni è infatti protetta da vincolo paesaggistico-ambientale ai sensi del Codice dei Beni Culturali, che impone regole ferree per preservare l’armonia del territorio. Qualsiasi modifica strutturale in quest’area richiede il nulla osta paesaggistico, un documento che in questo caso non è mai stato richiesto né rilasciato.
A seguito degli accertamenti, l’intero immobile è stato posto sotto sequestro preventivo d’urgenza per evitare che i lavori venissero portati a compimento, aggravando il danno ambientale.
La proprietaria dell’immobile, una donna residente fuori regione che aveva commissionato i lavori, è stata denunciata alla Procura di Castrovillari e dovrà rispondere di violazioni gravissime alla normativa urbanistica e paesaggistica.
L’operazione ribadisce la linea dura delle autorità contro chi tenta di sfruttare le località balneari per speculazioni edilizie private, ignorando le leggi poste a salvaguardia del patrimonio collettivo.
Adesso potrebbe essere emessa un’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi, che comporterebbe la demolizione coatta della porzione abusiva della villetta, naturalmente a spese della proprietaria. redazione@altrepagine.it