CASTROVILLARI – Si chiude con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolta la 43enne Anna Freni, residente alla Marina di Schiavonea di Corigliano-Rossano.

La donna è la convivente del 37enne pluripregiudicato di nazionalità marocchina Yassine Elhani (Speronò i carabinieri durante una fuga rocambolesca, ma può scontare la pena sul divano di casa) ed era finita a processo con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio.

Il giudice monocratico del Tribunale di Castrovillari ha pronunciato nei suoi confronti la sentenza d’assoluzione con la formula più ampia, scagionandola dalle pesanti accuse mossele dalla Procura.

L’operazione antidroga e il sequestro

I fatti risalgono al 26 febbraio 2024, quando i carabinieri in forza alla Sezione operativa e radiomobile del Reparto territoriale effettuarono una perquisizione nell’abitazione della donna:

nel corso dell’operazione, gl’investigatori avevano rinvenuto circa 8 grammi di marijuana.

Nonostante il quantitativo contenuto, le analisi tecniche del Reparto investigazioni scientifiche di Vibo Valentia avevano evidenziato un principio attivo elevatissimo:

la sostanza, classificata come di “prima classe”, avrebbe permesso il confezionamento di ben 50 dosi.

A pesare sulla posizione della donna erano stati anche il ritrovamento di 1.520 euro in banconote di piccolo taglio e la suddivisione della droga in quattro involucri termosaldati, occultati tra la camera da letto e la cucina.

Le tesi processuali contrapposte

Secondo l’impianto accusatorio, le modalità di confezionamento e il possesso d’una cifra in contanti non giustificata erano indizi inequivocabili di un’attività di spaccio. Il pubblico ministero aveva dunque contestato la detenzione ai fini di vendita, ritenendo che la droga non fosse destinata a un uso esclusivamente personale.

Di parere opposto la difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Vena.

L’avvocato Vena

Durante il giudizio celebrato col rito abbreviato, il legale ha smontato punto per punto le tesi dell’accusa. Attraverso una meticolosa ricostruzione della vicenda e dei profili personali della donna, la difesa è riuscita infatti a dimostrare l’assenza di prove concrete circa l’attività di spaccio, riconducendo il possesso della sostanza e del denaro a contesti estranei al mercato del narcotraffico.

Il Tribunale di Castrovillari

La sentenza

Il giudice, accogliendo le tesi dell’avvocato Vena, ha quindi scagionato Anna Freni. La formula «il fatto non sussiste» cancella ogni ombra sulla condotta della 43enne, ponendo fine a un iter processuale iniziato quasi due anni fa.

La sostanza e il denaro, inizialmente posti sotto sequestro, sono stati oggetto delle determinazioni di legge previste in caso di assoluzione. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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