MILANO – E due. Un altro appuntamento “saltato”, o per meglio dire “fatto saltare”. L’oramai famigerato gruppo di “archeologi della domenica” della Sibaritide continua imperterrito a collezionare brutte figure, ora non più soltanto a Sibari, ma anche nel resto d’Italia.

Esuberanza, vanità e vanagloria ne sono tra gli “ingredienti”, assieme a quello principale, vale a dire una “teoria archeologica” non basata sui rigorosi criteri scientifici della materia, che, troppo spesso, fa persino a pugni con la storia e la storiografia, che dell’archeologia rappresentano le necessarie fondamenta.

Stavolta, però, c’è una novità.

Già, perché del gruppo adesso fa parte persino un’archeologa con tanto di titolo di studio, un’archeologa dei giorni feriali insomma, che risponde al nome della dottoressa Rossella Schiavonea Scavello, autrice d’un libro uscito di recente dal titolo “I silenti Tumuli di Thurii – La ricerca archeologica tra Sibari, Thurii e Copia” (edito da Publigrafic di Cotronei).

L’uditorio archeologico di Cantinella a Corigliano-Rossano dello scorso mese di gennaio

Il fatto è che se certe cose le vai a raccontare in una piccola sala convegni della frazione Cantinella di Corigliano-Rossano davanti al pubblico dei soliti e noti intellettuali locali, la cosa può pure passare in cavalleria, ma già se provi ad andare qualche chilometro più in là, in quel del Museo archeologico nazionale della Sibaritide – com’è successo quasi un anno fa – lì ti sbarrano le porte:

Porte sbarrate a Sybaris per Nilo Domanico e il suo libro

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Peggio mi sento se ci provi addirittura con un tempio nazionale della cultura italiana come la Pinacoteca di Brera a Milano. Che proprio domani, nella sua Sala Bassetti, avrebbe dovuto ospitare gli “archeologi della domenica” nostrani per la “I giornata nazionale di studi su Sybaris e Thurii nel corso della quale sarebbe stato presentato proprio il volume della dottoressa Scavello.

Una tesi audace e discutibile, la sua:

l’esistenza certa della necropoli thurina, localizzata a Sud del fiume Crati – tra contrada San Nico e Cantinella, nel comune di Corigliano-Rossano – attraverso l’utilizzo dell’“archeologia senza scavi”, vale a dire una metodologia non invasiva che – secondo gli organizzatori dell’appuntamento nazionale mancato – starebbe portando a «risultati inaspettati capaci di ribaltare dogmi e credenze ormai superate».

L’incontro avrebbe dovuto moderarlo l’ingegnera idraulica ed ex assessora comunale coriglianese Anna Maria Brunetti, con gl’interventi del medico odontoiatra coriglianese Luca Policastri, dell’ingegnere rossanese Nilo Domanico, degli storici dell’arte Paolo Lunardi Versienti e Samuele Corrente Naso, e dell’archeologo Alessandro Coscia.

La locandina dell’evento… annullato

«Se fino a oggi si poteva dubitare dell’esistenza della necropoli thurina, questo volume supera definitivamente ogni ipotesi», ha già pubblicamente affermato la Scavello, ma sulla “novità” della sua scoperta vi sono forti dubbi da parte della stessa comunità scientifica cui ella appartiene:

la presenza della necropoli di Thurii nell’area di Favella della Corte a Cantinella di Corigliano-Rossano è infatti un dato oramai acquisito sin dal lontano 1879, grazie agli scavi storici del celebre archeologo siciliano Francesco Saverio Cavallari. Inoltre, nel 2002 furono ritrovate nuove tombe, e nel 2023 vi furono le presentazioni pubbliche dei dati di studio durante conferenze specializzate.

La Scavello, in pratica, avrebbe riscritto oggi ciò che la comunità archeologica conosce già da oltre un secolo…

Chi avrà fatto naufragare l’amatoriale “I giornata nazionale di studi su Sybaris e Thurii” alla Pinacoteca di Brera? Mistero. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.