
VILLAPIANA – Quello che doveva essere un tranquillo avvio di campagna elettorale s’è trasformato in un caso politico che sta facendo discutere l’intera Calabria.
Il circolo del Partito democratico di Villapiana ha ufficializzato il proprio appoggio elettorale a Mariolina De Marco, esponente di spicco della Lega di Matteo Salvini.
Una scelta che ha scatenato l’immediata e durissima reazione delle Sinistre unite del territorio, che denunciano quello che definiscono «un abbraccio contro natura» tra forze storicamente contrapposte.
L’annuncio del circolo Pd: «Un canale di dialogo aperto»
L’inaugurazione del circolo del Pd in Piazza Dante a fine febbraio sembrava il preludio a una riorganizzazione del fronte progressista. Invece, la nota diffusa ieri dal Pd locale ha spiazzato militanti e osservatori, parlando di «un canale di dialogo» con la De Marco attivo già da tempo.
Il Pd giustifica la scelta sotto l’ombrello dell’opzione civica:
la corsa elettorale sarebbe focalizzata esclusivamente sui bisogni del paese, mettendo in secondo piano le appartenenze di partito nazionali. Una tesi, questa, che però non convince chi ricorda la recentissima candidatura della De Marco alle elezioni regionali proprio sotto le insegne del Carroccio, con tanto di foto insieme al ministro Salvini.

Il segretario di Rifondazione comunista Emilio V. Panio
La denuncia delle Sinistre: «Populismo e assurdità»
Non s’è fatta attendere la risposta delle Sinistre unite, che in un comunicato al vetriolo hanno attaccato frontalmente la dirigenza dem locale:
«Denunciamo questa scelta come populista e politicamente assurda. Il Pd cosentino e regionale sono a conoscenza di questo accordo con la Lega? Lo approvano o lasceranno che a Villapiana si consumi l’indegno “tana libera tutti”?».
Secondo le opposizioni di sinistra, la scusa del “civismo” non regge di fronte alla complessità delle sfide moderne:
dalla sanità pubblica ai trasporti, fino alla difesa della Costituzione. Temi sui quali, secondo i critici, una sindaca d’estrazione leghista non potrebbe mai convergere coi valori fondanti del Centrosinistra.
Un caso regionale?
Il “caso Villapiana” rischia ora di diventare una spina nel fianco per i vertici provinciali e regionali del Pd. Mentre a livello nazionale si lavora per costruire un fronte “anti-Meloni”, infatti, nell’Alto Jonio sibarita si sperimenta un modello di “Centrodestra allargato” che include il Pd.
Il timore espresso dalle forze progressiste è che questo “gioco” locale possa compromettere la credibilità di futuri dialoghi a livello regionale, etichettando il Pd locale come una forza «reazionaria» travestita da civismo.
Resta da capire se il Nazareno o la segreteria regionale interverranno per fare chiarezza su un’alleanza che, al momento, sembra aver trasformato Villapiana nel set d’un paradosso politico. direttore@altrepagine.it