ROMA – Sono stati condannati per avere occupato abusivamente un alloggio popolare di proprietà comunale a Corigliano-Rossano.

Si tratta d’una coppia del posto, Giulio Ammirato di 41 anni e Antonella Nisi di 37.

La condanna nei loro confronti adesso è divenuta definitiva, dal momento che la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi da loro formalizzati contro la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro del giugno 2025.

I supremi giudici della settima Sezione penale della Cassazione, infatti, hanno ritenuto i motivi dei ricorsi di Ammirato e della Nisi non specifici e sostanzialmente sovrapponibili a quelli già respinti nel secondo grado di merito del processo a loro carico.

Il loro avvocato difensore aveva puntato sulla tesi dello stato di necessità, sostenendo che l’occupazione fosse dettata da un’urgenza abitativa, ma i giudici di legittimità hanno ribadito che la causa di giustificazione non può essere applicata poiché la condotta non era volta a evitare un «pericolo attuale e transitorio di danno grave alla persona»:

l’occupazione, infatti, non era una risposta a un’emergenza momentanea, ma il tentativo di risolvere in via definitiva le loro esigenze abitative attraverso una condotta illecita.

I giudici di Cassazione hanno confermato l’arbitrarietà dell’ingresso nell’abitazione, escludendo qualsiasi forma di autorizzazione.

Oltre alla questione di merito, la Cassazione ha respinto le doglianze relative al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e all’eccessività della sanzione:

i giudici hanno infatti ritenuto adeguata la motivazione della sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro, che aveva valorizzato la protrazione nel tempo dell’occupazione abusiva dell’alloggio di proprietà pubblica.

Oltre alla conferma della condanna, Giulio Ammirato e Antonella Nisi sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3 mila euro ciascuno in favore della Cassa delle ammende. redazione@altrepagine.it

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