di Manuel Canta

CORIGLIANO-ROSSANO – A volte, nella politica di Corigliano-Rossano, ci sono numeri che sorprendono. Anche se, a dirla tutta, chiamarla politica senza metterla tra virgolette è eccessivo:

giusto parlare (e scrivere) di “politica” e di politicanti.

Poi ci sono certi quadretti familiari, ben costruiti, ben oliati. E ci sono centinaia di voti che arrivano puntuali. Voti che fanno riflettere. Voti sui quali è doveroso fermarsi a capire:

come sono stati raccolti?

Con quali criteri?

Con quali promesse?

E, soprattutto, utilizzando quali risorse?

Perché alla fine, anche nelle città piuttosto grandi come Corigliano-Rossano, dove i rapporti sembrano superficiali, esistono storie, immagini e contesti che tutti conoscono. E che, spesso, parlano da soli.

Voti regionali, voti comunali, appalti:

non sono temi da sfiorare, ma da approfondire. Senza condizionali, senza esitazioni.

Cominciamo, anzi continuiamo, come abbiamo sempre fatto, ad andare fino in fondo. Perché è solo attraverso l’approfondimento che si può restituire consapevolezza al lettore, che è pure e soprattutto elettore. Una consapevolezza vera, concreta, che permette di capire, e, soprattutto, di scegliere.

Questo, allora, vuole essere quasi un atto d’accusa. Non solo verso chi quei voti li cerca, ma anche verso chi li concede con leggerezza, o peggio, con consapevole complicità.

È questo, in fondo, il compito di una testata giornalistica libera:

non fermarsi alla superficie, non accontentarsi delle versioni di comodo, ma raccontare, spiegare, mettere in fila i fatti. Con chiarezza. Con responsabilità. Senza sconti. E meno male che c’è ancora chi ha voglia di farlo. manuel.canta@altrepagine.it

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