È il fratello di Domenico Massa, condannato a 13 anni di carcere, detenuto al 41-bis e considerato “braccio destro” del boss di Cassano Jonio Pasquale Forastefano. Per i bar “L’angolo del caffè” il Tar ha concesso la sospensiva fino al 13 maggio, attesa per le aziende d’autotrasporto

CATANZARO – La Prefettura di Cosenza ha emesso un’interdittiva antimafia su tutte le attività d’impresa e commerciali del 33enne Maurizio Massa di San Lorenzo del Vallo (foto), fratello del 48enne Domenico Massa detto Pacchiarotto, detenuto in regime di carcere duro al 41-bis perché condannato a 13 anni, in secondo grado, per associazione mafiosa ed altri reati nell’ambito del maxiprocesso anti-‘ndrangheta Kossa in qualità d’appartenente al clan ‘ndranghetistico facente capo alla famiglia Forastefano di Cassano Jonio e operante nell’intera Sibaritide.
Domenico Massa è considerato dai magistrati della Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro il braccio destro del 39enne boss cassanese Pasquale Forastefano detto L’animale oppure Il pazzo, anch’egli detenuto al 41-bis e condannato a 16 anni nel maxiprocesso Kossa e a 20 nel maxiprocesso Gentlemen 2.

Domenico Massa
Il fratello è tra gli indagati per l’omicidio Gaetani del 2020
Sui capi di Domenico Massa e di Pasquale Forastefano pende ora la richiesta di rinvio a giudizio da parte dell’Antimafia per l’omicidio di ‘ndrangheta del 50enne di Sibari Giuseppe Gaetani detto ‘U scurzune ammazzato il 2 dicembre del 2020 davanti alla sua abitazione di contrada Pantano rotondo, Forastefano in qualità di mandante assieme al boss 46enne di Cassano Nicola Abbruzzese detto Semiasse, Massa come organizzatore del piano omicida per il quale avrebbe fornito il supporto logistico, mettendo a disposizione il capannone dell’azienda “Agri” di Sibari per occultarvi le armi e il furgone servito per compiere il delitto, e accompagnando poi a Cosenza il killer, il 47enne cosentino Gianluca Maestri oggi collaboratore di giustizia e reo confesso del fatto di sangue.

Giuseppe Gaetani
Inizialmente, per l’omicidio Gaetani era indagato pure Maurizio Massa, per il quale la Procura Antimafia catanzarese aveva richiesto la misura cautelare in carcere ch’era però stata rigettata da parte del giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo per insufficienza del quadro probatorio a suo carico.
L’interdittiva alle 3 aziende e la sospensiva per i bar concessa dal presidente del Tar
L’interdittiva della Prefettura cosentina nei confronti del minore dei fratelli Massa è stata emessa lo scorso 25 marzo. A seguito del provvedimento, Massa era stato costretto ad abbassare le serrande dei due bar “L’angolo del caffè” di Spezzano Albanese, ma l’interdittiva riguarda pure le due aziende d’autotrasporto “San Lorenzo trasporti” e “Logistica e trasporti Massa”, per le quali i competenti uffici della Motorizzazione civile di Cosenza hanno avviato i procedimenti di chiusura, mentre le imprese stanno continuando ad operare.

Due dei numerosi Tir del parco mezzi di Massa
Sulle interdittive pendono già i ricorsi al Tribunale amministrativo regionale di Catanzaro, patrocinati dagli avvocati Luciano Francesco Marranghello e Mario Murano che domani accompagneranno Massa negli uffici della Motorizzazione per la richiesta audizione.

Una boccata d’ossigeno all’interdetto è giunta oggi, a seguito dell’accoglimento della richiesta di sospensiva del provvedimento riguardante la ditta individuale dei due bar.
Per tutte le attività, il provvedimento prefettizio segnala il rischio di «possibili tentativi d’infiltrazione mafiosa» volti a condizionare le scelte e l’indirizzo delle imprese.
A seguito dell’informativa circa i due bar, il Comune di Spezzano Albanese il 26 marzo aveva adottato un provvedimento drastico:
il divieto di proseguire le attività commerciali, la revoca d’ogni titolo abilitativo, comprese “Scia”, autorizzazioni e concessioni, con l’obbligo d’immediata chiusura dei locali e cessazione d’ogni attività di vendita o somministrazione.

Uno dei bar di Massa
Gli avvocati Marranghello e Murano, nei ricorsi, hanno richiesto l’annullamento dell’interdittiva previa sospensione della sua efficacia, e il presidente del Tar ha ritenuto che sussistono i presupposti di legge per concedere la sua decretata sospensiva:
in sostanza, i due bar possono riaprire fino a quando la questione non verrà discussa nel merito dal collegio del Tar, nell’udienza già fissata per il 13 maggio prossimo. direttore@altrepagine.it