CASTROVILLARI – S’avvia verso la conclusione la vicenda giudiziaria legata alla violenta rapina che, nell’estate del 2024, scosse la comunità di San Demetrio Corone.

Il prossimo 29 aprile compariranno davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Castrovillari due uomini:

il 36enne di nazionalità serba Daniel Milanov e il 25enne Roberto Radosavljevic d’origine serba, ma nato in Italia.

Entrambi attualmente agli arresti domiciliari, dovranno rispondere dell’accusa di rapina aggravata:

i loro difensori hanno formulato istanza di rito abbreviato, una scelta processuale che permetterà di definire la responsabilità penale allo stato degli atti, beneficiando dello sconto d’un terzo della pena previsto dalla legge.

La ricostruzione dell’orrore

I fatti risalgono al 29 giugno 2024. Secondo la ricostruzione dei magistrati inquirenti della Procura di Castrovillari, i due malviventi fecero irruzione in una villetta appartenente al signor Domenico De Paola e alla sua stimata famiglia di professionisti.

Agendo coi volti travisati da mascherine chirurgiche, i rapinatori puntarono immediatamente all’obiettivo principale:

la cassaforte contenente i preziosi di famiglia.

La rapina si trasformò rapidamente in un episodio di brutale violenza:

per assicurarsi il possesso dei beni e garantirsi la fuga, gli aggressori si scagliarono infatti contro il fratello del proprietario di casa. L’uomo venne colpito ripetutamente con calci e pugni, per poi essere trascinato in un’altra stanza e immobilizzato.

In quegli istanti concitati, uno dei rapinatori impugnò una pistola, puntandola contro la moglie dell’uomo per intimarle il silenzio e impedire qualsiasi richiesta d’aiuto.

Il Tribunale di Castrovillari

Le pesanti accuse

Il pubblico ministero contesta ai due imputati diverse aggravanti che appesantiscono il quadro accusatorio:

oltre alla violenza fisica e al sequestro lampo della vittima, pesano l’uso d’armi da fuoco e il travisamento dei volti.

La vittima parte civile

In vista dell’udienza del 29 aprile, la vittima ha già formalizzato la propria posizione. Assistita dall’avvocato Giuseppe Vena, s’è costituita parte civile nel processo. Il suo legale punterà a ottenere il pieno risarcimento dei danni, sia materiali e sia, soprattutto, morali, a causa del trauma subito dai componenti della famiglia durante i minuti di terrore vissuti all’interno delle mura domestiche.

L’attesa a San Demetrio Corone è alta:

la sentenza del rito abbreviato segnerà un punto fermo su un episodio che ha segnato profondamente la percezione della sicurezza nella cittadina arbëreshë. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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