Non è bastato il favore della notte a un corriere che trasportava un carico illegale di novellame di sarda lungo la Strada statale 106.

La guardia di finanza l’ha intercettato, mettendo a segno un duro colpo alla filiera della pesca di frodo.

L’operazione, condotta dai militari in forza alla Tenenza di Montegiordano, è scattata durante un posto di blocco “mirato”:

gli agenti hanno focalizzato l’attenzione su un’autovettura condotta da un cittadino italiano che attraversava l’Alto Jonio. Una volta fermata e apertone il bagagliaio, è venuta fuori la scoperta, con decine di cassette in polistirolo ricolme d’esemplari di sarda sotto taglia, il cui valore sul mercato nero è estremamente elevato a causa della forte richiesta gastronomica, nonostante i divieti vigenti. Un carico da 250 chili.

Oltre al sequestro amministrativo della merce e alle pesanti sanzioni elevate al conducente, l’operazione solleva nuovamente il velo sulle gravi ripercussioni di questo commercio:

pescare il novellame significa uccidere il futuro del mare. Prelevando esemplari che non hanno ancora raggiunto l’età riproduttiva, s’interrompe infatti il ciclo biologico della specie, portando nel lungo periodo a un impoverimento irreversibile delle risorse ittiche.

Questo prodotto sfugge a ogni protocollo della catena del freddo e della certificazione sanitaria, essendo immesso sul mercato in modo clandestino rappresenta una vera e propria mina vagante per la sicurezza alimentare dei consumatori. redazione@altrepagine.it

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