Sono in tutto 25 le vittime di Domenico Artusi e Roberto Sarro di San Marco Argentano arrestati oggi dalla guardia di finanza. Trovato un arsenale d’armi e 300 mila euro in contanti

ROMA – Non erano semplici finanziatori d’imprenditori in difficoltà, ma veri e propri terminali d’un sistema creditizio parallelo gestito col pugno di ferro dalla criminalità organizzata.

L’operazione condotta oggi dagli specialisti del Gruppo investigazioni contro la criminalità organizzata e dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Roma della guardia di finanza, sotto l’egida della Direzione distrettuale Antimafia romana, ha squarciato il velo su un asse criminale che collegava la provincia di Cosenza ai salotti produttivi della Capitale.

In manette e in carcere sono finiti Domenico Artusi e Roberto Sarro, due imprenditori originari di San Marco Argentano.

Le accuse nei loro confronti sono pesanti:

usura ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.

L’indagine ha ricostruito un meccanismo spietato. Imprenditori e professionisti in crisi di liquidità si rivolgevano ai due indagati, ignari di scivolare in un baratro senza uscita. I tassi di interesse applicati erano astronomici, toccando picchi del 300% su base annua.

Un sistema capace di drenare oltre 3 milioni di euro da almeno 25 vittime, trasformando prestiti apparentemente provvidenziali in condanne a morte economica.

A dare la misura della pericolosità del gruppo non sono stati solo i registri contabili dell’usura, ma ciò che le fiamme gialle hanno rinvenuto durante i sequestri:

oltre a 300 mila euro in contanti, pronti per essere reinvestiti nel mercato del nero, è emerso un vero e proprio deposito di armi, con pistole semiautomatiche equipaggiate con silenziatori, fucili automatici e munizionamento da guerra.

La scoperta dell’arsenale, secondo gl’inquirenti, fa emergere il legame stretto con la ‘ndrangheta della provincia di Cosenza. Le armi e i silenziatori non servivano solo per la difesa, ma rappresentavano il potere di coercizione utilizzato per “convincere” le vittime a pagare. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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