
CASTROVILLARI – S’è chiuso nei giorni scorsi il primo capitolo giudiziario sulla violenta sequenza d’eventi che il 21 luglio dell’anno scorso aveva trasformato il lungomare rossanese di Lido Sant’Angelo, a Corigliano-Rossano, in uno scenario da far west.
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Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Annamaria Grimaldi, ha emesso la sentenza di condanna per i tre protagonisti della spedizione punitiva a colpi di pistola ai danni del 50enne Giovanni Scigliano di Mirto-Crosia, disponendo al contempo un “rimescolamento” delle misure cautelari a carico degl’imputati.
La sentenza: pene dai 3 ai 5 anni
Il verdetto più pesante ha colpito il 35enne Giovanni De Luca (nella foto d’apertura), esecutore materiale del tentato omicidio con l’arma da fuoco che aveva causato il ferimento di Scigliano:
per lui la condanna è stata di 5 anni di carcere, anche per il porto abusivo della rivoltella.
Pene più lievi, ma comunque significative, per Gianluca e Giuseppe Pio Pacenza, zio e nipote di 32 e 20 anni, che hanno buscato 3 anni e sei mesi di reclusione ciascuno per la rapina messa a segno in concorso nel parcheggio del vicino acquapark di contrada Zolfara poco prima che scoppiasse il fuoco sul lungomare e collegata proprio al tentato omicidio di Scigliano.

Gianluca Pacenza
Il destino degli imputati: chi resta in carcere e chi esce
Nonostante le condanne, il quadro delle restrizioni della libertà è cambiato radicalmente nelle ultime ore:
De Luca resta dietro le sbarre. Nei suoi confronti il giudice ha infatti confermato la misura cautelare della custodia in carcere, ravvisando evidentemente una pericolosità sociale ancora attuale legata all’uso delle armi.

Giuseppe Pio Pacenza
Situazione opposta per i due Pacenza:
erano ristretti agli arresti domiciliari, ma il giudice che li ha condannati li ha rimessi in libertà.
Il terzetto è stato difeso dagli avvocati Antonio Pucci, Ettore Zagarese, Fulvio Ginocchiere e Sebastiano Campanella. redazione@altrepagine.it