CASTROVILLARI – Si chiude con una formula assolutoria piena la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto un uomo di Corigliano-Rossano, accusato d’una serie di gravi reati che spaziavano dalla ricettazione al falso, fino alla truffa aggravata.

Il giudice monocratico del Tribunale di Castrovillari ha pronunciato sentenza d’assoluzione «per non aver commesso il fatto», accogliendo integralmente le tesi della difesa dell’imputato, il 47enne rossanese Domenico Pometti.

Le accuse: assegni smarriti e merce non pagata

L’intera impalcatura accusatoria ruotava attorno all’utilizzo di 5 assegni bancari, risultati provento di delitto in quanto oggetto d’una denuncia di smarrimento o furto presentata nell’agosto del 2019 alla Stazione dei carabinieri de L’Aquila.

Secondo la ricostruzione della Procura di Castrovillari, Pometti avrebbe utilizzato quei titoli di credito per mettere a segno una truffa ai danni d’un commerciante rossanese.

Attraverso quelli che gl’inquirenti definivano «artifici e raggiri», infatti, secondo la tesi accusatoria, il 47enne avrebbe concordato l’acquisto di merce per un valore complessivo di 8.600 euro, consegnando gli assegni come corrispettivo.

Una volta giunti all’incasso, i titoli erano stati però bloccati dall’istituto di credito, lasciando il negoziante con un danno economico di rilievo e senza il pagamento della merce consegnata.

Oltre alla truffa e alla ricettazione degli assegni, all’imputato veniva contestato il reato di falso, con l’aggravante d’aver alterato o formato i titoli proprio per agevolare la commissione del raggiro.

La strategia difensiva e la sentenza

Nel corso del dibattimento, l’avvocato Giuseppe Vena, difensore di fiducia di Pometti, ha chiesto che il processo venisse celebrato con le forme del rito abbreviato.

Durante una serrata arringa, il legale ha analizzato minuziosamente ogni passaggio del fascicolo processuale, offrendo al giudice una lettura dei fatti radicalmente opposta a quella dell’ufficio del pubblico ministero.

La difesa è riuscita a dimostrare l’estraneità del proprio assistito rispetto alle condotte contestate, scardinando il nesso tra l’imputato e la materiale formazione o negoziazione illecita dei 5 assegni.

All’esito della camera di consiglio, il giudice ha sposato la linea difensiva:

Pometti è stato infatti scagionato da ogni addebito. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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