
CORIGLIANO ROSSANO – Voleva trasformare la vita d’un notissimo avvocato rossanese di Corigliano-Rossano in un proprio bancomat privato, pretendendo una “tangente” fissa e costante, ma il suo piano è fallito grazie alla denuncia del professionista vittima del “caso” e alla rapidità dei carabinieri.
L’uomo, il noto pluripregiudicato rossanese Tonino Scalise soprannominato ‘U latru, di 63 anni, è stato infatti arrestato oggi pomeriggio in flagranza del reato d’estorsione.
La pretesa di una “rendita” fissa
La vicenda è cominciata circa una settimana fa, quando Scalise, oltretutto “storico” cliente dell’avvocato in questione, avrebbe iniziato ad avanzare richieste di denaro sempre più pressanti al professionista.
Non si trattava d’un episodio isolato, ma d’un vero e proprio sistema:
il ritenuto estorsore pretendeva pagamenti a cadenza prefissata, una sorta di “stipendio” illecito garantito dalle minacce.
L’avvocato finito nelle grinfie del malvivente sarebbe stato messo di fronte a prospettive di «conseguenze» qualora non avesse assecondato le richieste.
La denuncia e la trappola
A differenza di quanto spesso accade in simili contesti di pressione criminale, la vittima non ha ceduto. L’avvocato s’è rivolto immediatamente ai carabinieri in forza alla Sezione operativa del Reparto territoriale, che “in incognito” e con discrezione hanno monitorato la situazione in tempo reale.
Gl’inquirenti hanno documentato ogni passaggio, raccogliendo prove schiaccianti, e quando dalle parole s’è passati ai fatti, i militari, in borghese e con auto civetta, si sono appostati per chiudere il cerchio.
Il blitz e l’arresto
L’epilogo è avvenuto nel primo pomeriggio odierno. Scalise s’è presentato per riscuotere il primo obolo, ma, non appena il denaro è passato di mano, i militari sono intervenuti. Nonostante un disperato tentativo dell’uomo di nascondere i soldi e “dissimulare”, gli uomini del tenente colonnello Marco Gianluca Filippi l’hanno bloccato con le banconote ancora addosso.
Il trasferimento in carcere
Un’operazione coordinata e risolutiva, dunque, che s’è conclusa col trasferimento di Scalise in carcere a Castrovillari su disposizione del magistrato di turno nella Procura della cittadina ai piedi del Pollino. direttore@altrepagine.it