di Vitantonio Raffo

CORIGLIANO-ROSSANO – Doveva essere un momento di aggregazione e leggerezza. Si è trasformato, invece, nell’ennesima vetrina. La festa della birra di Piazza Salotto, nel centro dello Scalo coriglianese di Corigliano-Rossano, arriva con poche idee e tanta apparenza:

stand senza originalità, proposte tutte uguali e un’offerta che non lascia il segno.

I prezzi?

Alti quel tanto che basta per fare storcere il naso ai più, senza offrire nulla che li giustifichi davvero.

Il vero spettacolo però è altrove. Non tra i banchi, ma sugli smartphone. Qui la festa diventa impeccabile:

sorrisi perfetti, bicchieri alzati al momento giusto, didascalie ispirate come se si stesse raccontando l’evento dell’anno. Una regia impeccabile, peccato che sia tutta digitale.

E poi arrivano loro, i politicanti di turno:

in testa l’assessore regionale Gianluca Gallo – che oramai non sa più dove spartirsi tra vino italiano, malto calabro, salsicce, soppressate, patate e finocchi –, il suo fedele delfino Giuseppe Turano, consigliere comunale e provinciale, a breve assessore, ma col pallino da sindaco, la consigliera comunale Daniela Romano e il neo portaborse regionale Gioacchino Campolo che per la birra è pure padrone di casa e di piazza.

Tutti pronti a intercettare l’obiettivo, con frasi di circostanza, entusiasmo da copione e pose che sembrano studiate più per il feed che per la piazza.

Accanto a loro, ovviamente, i media compiacenti e a gettone che raccontano tutto con toni trionfali, come se bastasse un filtro ben scelto a trasformare la realtà.

Così la festa si sdoppia:

una, vera ma piuttosto modesta, e un’altra scintillante, che vive solo online.

E alla fine viene davvero da chiedersi:

la festa è in piazza o sui social? vitantonio.raffo@altrepagine.it

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